Calò può diventare il faro del Pordenone, ma servono gli assist e i gol su punizione

Il centrocampista triestino è tornato titolare con l’Entella, Domizzi gli ha subito dato fiducia in attesa del salto di qualità

PORDENONE. Sette partite per ritrovarsi e per lasciarsi alle spalle l’infortunio, altrettante gare per incidere e prendersi in mano il Pordenone.
Dalla sfida di sabato di Cremona a quella del 7 maggio con il Cosenza, Giacomo Calò, rientrato titolare con l’Entella, proverà a essere uno dei protagonisti nella volata salvezza dei neroverdi. Ha tutte le carte in regola per farlo, anche perché passerà maggiormente dai suoi piedi il gioco che ha in mente il nuovo allenatore Maurizio Domizzi.
Lo si è già intravisto nell’incontro di pochi giorni fa. Il triestino, 23 anni, proverà a sfruttare la situazione e, in particolare, a trovare il primo gol con i friulani, magari da palla inattiva: la sua specialità.

Il direttore dell’area tecnica Matteo Lovisa, assieme al direttore sportivo Emanuele Berrettoni, avevano individuato nel giocatore di proprietà del Genoa l’erede di Sasà Burrai, 33 anni, passato la scorsa estate al Perugia dopo quattro campionati con i ramarri. Sin da subito Calò è stato schierato titolare nel ruolo di vertice basso, non riuscendo però a incidere come faceva nel precedente campionato, quando vestiva la maglia della Juve Stabia.

Per quanto il gioco della squadra non lo aiutasse a esprimersi del tutto, lui appariva troppo timido in alcuni frangenti della partita. A ogni modo, pur senza brillare, difficilmente il suo rendimento scendeva sotto la sufficienza. Tanto che, sino alla 21ª giornata, aveva saltato solo un match (con la Reggiana).

Poi, con il Vicenza a inizio febbraio, l’infortunio al ginocchio, che l’ha tenuto ai box per un mese. Tornato a disposizione con il Pescara, si è dovuto nuovamente fermare. Si è rivisto per uno spezzone contro il Brescia, fino al rientro dal 1’ con l’Entella: in tutto due mesi di stop. Ora vuole riprendersi il tempo perduto.
Le doti tecniche sono dalla sua. E Maurizio Domizzi vorrà sfruttare questa sua qualità. Lo sviluppo della manovra lo vedrà maggiormente coinvolto, con alcuni momenti della sfida in cui l’obiettivo sarà consolidare il possesso palla. Sotto questo profilo Calò si è già dimostrato abile con l’Entella, in cui si era messo in luce anche con due notevoli cambi di gioco. Il piede, come si dice, c’è. E allora proverà a incrementare il suo bottino personale relativo agli assist – solo tre finora – e cercherà quel gol che attende tantissimo.

L’ultimo realizzato risale al 26 giugno del 2020, contro il Livorno: era il quarto nella sua stagione con la Juve Stabia. Di passaggi vincenti in giallonero ne aveva serviti ben 14. Calò ha tempo e voglia per migliorare le sue statistiche. Ma il Pordenone, adesso, ha fretta. 


 

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