Ecco le quattro partite che valgono il salto in alto e la conferma di Gotti

Pozzo ha chiesto con insistenza almeno il decimo posto incontrando la squadra. Torino, Crotone, Cagliari e Benevento per poi affrontare il rinnovo con il tecnico 

UDINE. Dall’insistenza con la quale nella stanza dei bottoni si parla in casa Udinese di (almeno) il decimo posto finale, c’è da credere che la volata di questo campionato ha un significato anche in ottica futura e, in questo senso, inciderà sul bilancio che tra un mese e mezzo Gino Pozzo farà guardando avanti.

Ecco perché i prossimi quattro appuntamenti in calendario hanno un’importanza che va al di là di un piazzamento che – al netto del premio della Lega serie A legato alla classifica – può essere definito tranquillamente platonico.
Tutto si svolgerà nel giro di 15 giorni, da sabato 10 aprile a domenica 25 quando, all’ora di pranzo, l’Udinese sarà a Benevento per prendersi una rivincita con Pippo Inzaghi, visto che quella sconfitta subita nel girone d’andata incise non poco sulle fortune (e la tranquillità) bianconere a pochi giorni dal nuovo anno solare. Ma il primo passo in questo week-end sarà affrontato contro il Toro dell’ex Davide Nicola, tornato a casa vista la passione (mai nascosta) per i colori granata fin da quando era un calciatore.

Il Torino è in piena lotta per non retrocedere, una un leggero vantaggio sulla terzultima, deve recuperare una partita (con la Lazio), ma è alla ricerca disperata di punti salvezza.

L’Udinese, in posizione tranquilla, rischia invece di complicarsi la vita se non ne farà, considerando che poi andrà a fare visita, il sabato dopo, alla cenerentola Crotone e quindi ospiterà, nel successivo turno infrasettimanale, la squadra che insegue il Toro per sorpassarlo e restare in serie A, il Cagliari, il tutto prima di chiudere il ciclo di quattro partite “alla portata” con la già citata trasferta di Benevento. Insomma, in ottica bianconera servono gli ultimi passi per chiudere il discorso salvezza e alimentare il piano di un finale in crescendo.
D’altra parte questo è il desiderio espresso in modo veemente anche da Gianpaolo Pozzo martedì nel colloquio con la squadra, quando ha manifestato l’idea di un ritiro per compattare la squadra, «una squadra senza anima» secondo quanto è filtrato dallo spogliatoio, una minaccia che poi è rientrata dopo aver ascoltato i diretti interessati che, attraverso la bocca del capitano De Paul e di un Okaka particolarmente propositivo a parole oltre che sul campo (a Bergamo è tornato titolare), si sono impegnati a centrare l’obiettivo chiesto dalla società.
Via dunque alla volata. Non vale l’Europa, l’ottavo posto che ti permette di stare tra le big nella prossima Coppa Italia è ormai lontano, ma nelle ultime otto giornate c’è spazio per togliersi delle soddisfazioni, considerando che a maggio, oltre alla Juventus (ospite al Friuli) e alla capolista Inter (nell’ultima giornata della stagione in quel di San Siro), proporrà anche quello che sono dei potenziali scontri diretti per il decimo posto, per l’ingresso nella parte sinistra della classifica, contro il Bologna e la Sampdoria.

Per quei giorni Gino Pozzo dovrebbe aver già chiarito l’argomento conferma di Gotti che porgerà alla proprietà anche il bottino delle prossime quattro giornate che sia augura positive, visto che il rinnovo automatico non è scattato a febbraio proprio per osservare la risposta della squadra e la sua gestione nel rush finale. 


 

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