Giro d’Italia, sullo Zoncolan al lavoro la task force anti-neve

Pale meccaniche e una turbina all’opera per aprire un varco sulla neve: a 18 anni dall’esordio, la corsa rosa tornerà sul versante di Sutrio

SUTRIO. Per ora tutto come da programma. Lunedì mattina le pale meccaniche della ditta “Gaspari” di Sutrio hanno iniziato a lavorare in quota sullo Zoncolan per liberare gli ultimi 3 km della ripida strada che porta in vetta dall’abbondante manto nevoso. Due, anche tre metri di coltre che durante l’inverno, fino alla scorsa settimana, hanno ricoperto la montagna in quota e che rendono necessario l’utilizzo di una vera e propria task-force per consentire l’atteso arrivo della tappa della corsa rosa che, a 18 anni di distanza dall’esordio assoluto, tornerà a interessare il versante di Sutrio.
 

“Le pale meccaniche e una “turbina” messa a disposizione da Fvg Strade – spiega Daniele Straulino, assessore allo sport del Comune di Sutrio – a fatica hanno cominciato a farsi largo tra la neve aprendo un varco. Lassù è ancora pieno inverno ma nella prima giornata di lavoro è già stato liberato quasi un km di strada. Entro la fine settimana libereremo tutti i 3 km fino al piazzale d’arrivo. Intanto sono stati appaltati anche i lavori di asfaltatura degli 11 km di strada regionale che da Sutrio portano al rifugio Enzo Moro”.

Le complesse operazioni, supervisionate dal patron delle tappe friulane Enzo Cainero, hanno l’obiettivo di consegnare al Giro d’Italia una strada percorribile, anche per eventuali sopralluoghi di atleti prima della partenza della corsa rosa, entro l’inizio di maggio”. Sopralluoghi molto eventuali, s’intende, perché la pandemia non consiglia certo viaggi fuori programma fuori dalle “bolle itineranti” in cui da mesi di fatto vivono i big mondiale del pedale. Egan Bernal, ad esempio, il colombiano della Ineos vincitore del Tour de France 2019 e grande atteso al Giro, ha cambiato idea rinunciando alla ricognizione prevista in Carnia su una delle salite più attese dal Giro per restare in Colombia a rifinire la preparazione e sbarcare in Europa solo nell’immediata vigilia della partenza della corsa prevista per l’8 maggio da Torino.

In prossimità della tappa, quindi, ha spiegato ancora l’assessore Straulino “saranno liberati dalla neve anche diversi spazi a margine della carreggiata per consentire di ospitare, tra il piazzale Moro, peraltro in gran parte destinato ai mezzi dell’organizzazione e ai bus delle squadre, e gli altri terreni almeno 1.500 auto, nella speranza che le misure per contrastare la pandemia vengano allentate consentendo l’afflusso degli appassionati naturalmente in sicurezza.

Appassionati che, con il via libera dalle autorità, potrebbero anche raggiungere lo Zoncolan con la funivia da Ravascletto. Niente adunate oceaniche da 100 mila persone, dunque, come avvenuto ad esempio nel 2007 o nel 2010 quando il Giro arrivò per le prime due volte da versante di Ovaro, ma una tappa con 5-6 mila persone ben distanziate a bordo strada sullo Zoncolan sarebbero già un grande successo e un segnale di speranza di questi tempi. Intanto, si pensa a spalare la neve, già un lavoro di non poco conto vista l’abbondanza di precipitazioni degli ultimi tre mesi.  

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