L'Udinese ritrova le illuminazioni di De Paul e si scopre macchina da gol, il poker a Benevento è l'ipoteca sulla salvezza

I bianconeri festeggiano il vantaggio firmato da Molina; per l'esterno argentino è il primo gol in serie A

L'argentino torna dopo la squalifica e sforna gli assist per il primo gol di Molina e la terza rete di Stryger Larsen, completano il poker Arslan e l'olandesino Braaf. 

BENEVENTO. Quattro gol, roba da non crederci. L’Udinese sceglie lo stadio “Vigorito” di Benevento per recitare l’inedito ruolo di macchina da gol (era dal dicembre 2017 che i friulani non calavano un poker in serie A, allora fu contro il Verona) e, soprattutto, per piantare una pietra miliare sul cammino della salvezza.
Una novità assoluta come lo è, visti gli ultimi tempi, quella di aver rivisto timbrare il cartellino a un attaccante bianconero: nel caso specifico l’onore è toccato all’olandesino Braaf, che ha completato la missione aperta dai gol di Molina, Arslan e Stryger Larsen. Niente gol, invece, per un De Paul ancora illuminante e capace (con due assist) di cambiare volto alla squadra dopo lo stop per squalifica che gli aveva fatto saltare la partita con il Cagliari.
Senza Nestorovski (infortunato), mister Gotti regala la terza consecutiva da titolare a Okaka, riavanzando Pereyra a supporto per un 3-5-1-1 che in mediana vede Walace e Arslan completare il reparto con il rientrante De Paul, con Molina e Stryger Larsen confermati sulle corsie esterne. In difesa Bonifazi centrale con Nuytinck e Becao ai suoi fianchi a protezione di Musso.
Il Benevento, unica squadra in serie A a non aver mai vinto in casa nel 2021 (l’ultima vittoria interna è quella del 20 dicembre scorso, 2-0 al Genoa) e con soli 9 punti raccolti nel girone di ritorno, risponde con un 3-5-2 che davanti presenta la novità Sau al fianco di Lapadula mentre in mediana il tecnico Filippo Inzaghi restituisce dopo tre mesi una maglia da titolare a Dabo, con Viola confermato in cabina di regia. A centrocampo c’è anche Hetemaj, che dovrebbe avere il compito di arginare De Paul, ma Don Rodrigo impiega poco più di tre minuti per salire in cattedra: l’argentino si accentra e disegna un corridoio perfetto per l’accorrente Molina che stringe da destra e una volta in area fulmina Montipò con un diagonale di destro a fiul di palo. È il primo gol in serie A per l’esterno argentino, ma anche il primo che l’Udinese segna in trasferta nel primo quarto d’ora.
Il Benevento è disorientato, con il primo segno di vita campano che arriva al 13’: il sinistro di Viola su punizione dai 20 metri è preciso, ma Musso battezza la sua 100ª presenza in maglia bianconera bloccando a terra.
Ben più complicato l’intervento che il portiere argentino deve sfoderare al 16’ quando, sugli sviluppi di un angolo di Viola, deve volare per neutralizzare il destro da distanza ravvicinata di Glick.
L’Udinese riesce però a contenere bene sulle corsie laterali, Arslan e Walace garantiscono densità in mezzo al campo e quando De Paul si accentra (grazie al lavoro in copertura di Pereyra) i campani sudano freddo, anche se resta evidente la tendenza a lasciare troppo isolato Okaka là davanti.
L’emergenza di Inzaghi diventa cronica al 22’ quando un guaio muscolare ferma anche Sau, costretto a uscire in barella: al suo posto l’eroe di Torino, l’argentino Gaich.
Il Benevento prova ad aumentare la pressione, ma al 29’ risponde De Paul che, ancora partendo centralmente, prova il destro dai 25 metri, ma la conclusione non preoccupa Montipò.
Ben altri effetti sortisce il “diez” bianconero quando può iniziare la manovra offensiva e al 32’ torna a stofinare la lampada: ancora un’accelerazione centrale, appoggio a destra per Pereyra che pesca di prima al limite dell’area Arslan: stop e destro a fil di palo dove Montipò non può arrivarci.
Festa bianconera cancellata però dopo una manciata di secondi. Al Benevento bastano infatti appena 16” dalla ripresa delle ostilità per riaprire il discorso: Caldirola lancia in avanti un pallone senza pretese, sulla sua trequarti proprio Arslan diventa protagonista in negativo inventandosi un appoggio di testa che si trasforma in un assist per Lapadula, che anticipa Musso che lo stende: rigore e ammonizione per il portiere (che salterà la Juventus). Dal dischetto Viola spiazza Musso 1-2. È il quarto rigore concesso dall’Udinese nelle ultime quattro partite, uno a giornata.
Sugli sviluppi di una punizione al 41’ Caldirola si trova sul destro la palla giusta nel cuore dell’area, ma Musso ci mette una pezza parando in due tempi.
Il Benevento si ripresenta in campo con Schiattarella al posto di Viola, ma l’Udinese ha sempre un De Paul in più, con l’argentino che al 4’ disegna dalla trequarti il settimo assist stagionale per l’inserimento di Stryger Larsen che, lasciato tutto solo dai difensori giallorossi, incorna comodamente in rete.
Stryger Larsen firma di testa il provvisorio 3-1 per l'Udinese, su assist di De Paul
Il Benevento getta il cuore oltre l’ostacolo, Inzaghi lo ridisegna inserendo Ionita e Iago Falque per Hetemaj e Depaoli, Gotti risponde lanciando nella mischiaMakengo per Arslan nel tentativo di dare più forza alla mediana, ma al 16’ è provvidenziale l’anticipo di Bonifazi sul cross in area di Dabo che toglie a Lapadula una comoda conclusione. Sul secondo dei successivi calci d’angolo è invece Musso decisivo sulla conclusione di testa/spalla di Ionita.
L’Udinese, però, c’è e al 19’ la solita incursione di De Paul regala palla a Okaka, che libera bene il destro in area ma centra solo i seggiolini della curva, come ormai abitudine desolatamente vuota.
Il Benevento prova a caricare e al 23’ sfiora il gol, ancora su calcio d’angolo: sponda di Glick, Gaich trova la conclusione ravvicinata, ma Musso è strepitoso mettendoci il piede d’istinto. Sul ribaltamento di fronte è però l’Udinese a sfiorare il poker con Pereyra che si accentra e dal limite spara il destro che Montipò può solo guardare stamparsi sul palo.
È il momento di altri tre avvicendamenti al 25’: Gotti toglie Okaka e Stryger Larsen inserendo il baby Braaf e Samir, Inzaghi risponde giocandosi la carta Insigne per Dabo. Ma il cambio giusto è quello bianconero, con l’olandesino che impiega appena tre minuti per trovare il suo primo centro in serie A: sugli sviluppi di una rimessa laterale Pereyra lo pesca in area, il 18enne fa fuori Glick e di sinistro condanna Montipò e il Benevento.
Con la partita ormai sigillata l’Udinese prova a rallentare i ritmi, ma il Benevento si riversa nella metà campo avversaria e al 38’ accorcia le distanze con il destro di lapadula (imbeccato da Iago Falque) che diventa imprendibile per Musso dopo la deviazione di Becao. Nel finale i friulani gestiscono, portando a casa tre punti provvidenziali (e forse decisivi) per la permenenza in serie A.
BENEVENTO     2
UDINESE           4

BENEVENTO (3-5-2): Montipò; Caldirola, Glik, Barba; Depaoli (11’ st Ionita), Hetemaj (11’ st Iago Falque), Viola (1’ st Schiattarella), Dabo (25’ st Insigne), Improta; Sau sv (24’ pt Gaich), Lapadula. Allenatore: Inzaghi.

UDINESE (3-5-1-1): Musso; Becao, Nuytinck, Bonifazi; Molina, De Paul, Walace, Arslan (10’ st Makengo), Stryger Larsen (25’ st Samir); Pereyra; Okaka (25’ st Braaf).  Allenatore: Gotti.

ARBITRO: Mariani di Aprilia.

MARCATORI: Al 4’ Molina, 31’ Arslan, 34’ Viola (rig); nella ripresa, al 4’ Stryger Larsen, 28’ Braaf, 38’ Lapadula.

NOTE:  Ammoniti: Musso, Walace, Schiattarella. Angoli: 10-1. Recupero: 5’ pt, 4’ st.

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