Scuffet torna titolare e ritroverà Buffon, maestro a Lignano

Con Musso squalificato il friulano titolare in porta con la Juve Gigi forse solo in panchina, ma pronto per la sua Academy

UDINE. Accidenti, come passa il tempo: sembra ieri quando Simone Scuffet era in odor di Nazionale come terzo portiere in vista dei Mondiali, alle spalle del “totem” Buffon. Sono trascorsi sette anni da quella primavera, dal 2014, l’anno d’oro dell’estremo difensore di Remanzacco che adesso, 25enne, è “solo” il vice dell’Udinese, ma con la prospettiva però di affrontare domenica allo stadio Friuli da titolare la Juventus e il vecchio Gigi, cittadino onorario di Latisana e “maestro” per i prossimi mesi, visto che durante l’estate ha deciso di aprire una scuola portieri anche a Lignano.

Ma partiamo da Scuffet che, dopo una partenza a di poco sprint, non è riuscito a mantenere i ritmi esaltanti di quel 2014, ritmi che lo portarono a un passo dal clamoroso trasferimento all’Atletico Madrid appena 18enne, un affare poi saltato per volontà dello stesso Simone che preferì restare in Friuli, come ebbe modo di dire qualche stagione dopo. «Volevo restare nella società che mi aveva fatto crescere. Da friulano l’Udinese è il massimo», disse quando era ancora nel giro azzurro, seppur in quello delle Under, e la carriera aveva preso una piega diversa rispetto a quella dei “rivali” dal milanista Donnarumma allo juventino Audero (poi finito alla Samp), per finire con l’amico Meret, ora al Napoli dopo essere esploso nella Spal. Proprio l’apprendistato non è stato fortunato per Scuffet che, a differenza di Alex, pescò nel mazzo il derelitto Como in B per farsi le ossa, e ritornando alla casa madre in due anni, giocò appena 21 partite, faticando a imporsi come titolare in bianconero, tanto da dover emigrare prima in Turchia, al Kasimpasa, e poi allo Spezia, dove lo scorso anno fece benissimo, contribuendo in modo tangibile alla promozione dei liguri nella massima serie. Un obiettivo centrato che sembrava dover preludere a un sicuro riscatto, mossa invece non fatta dallo Spezia in modo sorprendente, visto che poi là arrivò un portiere olandese, Zoet, e per coprirgli le spalle su presa un’altra vecchia conoscenza dell’Udinese, Provedel. Lui, invece, rientrato in Friuli, ha coperto le spalle a Musso che, squalificato, gli lascerà il posto contro la Juventus.


Così quasi per magia, quella del destino, si ritornerà alla sera di quel lunedì 14 aprile 2014, quando l’Udinese praticamente salva incrociò la Juventus con Buffon in porta: allora finì male, con una sconfitta per 2-0 e l’ultimo gol segnato da quel Fernando Llorente che ora è nel gruppo di Luca Gotti. Gigi alla fine andò dal giovane collega per il saluto finale in campo: la scena potrebbe ripetersi domenica sera, anche se Buffon è tutt’altro che certo del posto da titolare, ora riservato a Szczesny, il polacco che a Udine viene ricordato per le parate che sbarrarono la strada a Di Natale e ai bianconeri nel preliminare di Champions con l’Arsenal, nel 2012.

Ora Buffon, a 43 anni, guarda avanti: difficilmente resterà alla Juve, forse continuerà ancora in serie A. Intanto durante l’estate farà il “maestro” nella sua Academy: «Voglio offrire ai ragazzi e alle ragazze dagli 8 ai 16 anni un percorso di alta specializzazione, una full-immersion completa con un programma di allenamento personalizzato creato ad hoc per ciascun portiere», ha spiegato ieri lanciando i suoi camp a Marina di Pietrasanta, a un passo da Carrara, ma anche a Lignano, nel “suo” Friuli, dal 27 giugno al 3 luglio, Covid permettendo.

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