Ecco la giornata perfetta che si trasforma in una beffa

Sembrava avviata a essere, calcisticamente, la domenica perfetta per l’Udinese che invece ha addirittura perso negli ultimi minuti una partita nella quale anche il pareggio sarebbe stato eccessivo premio per una Juventus apparsa ancor più dimessa e confusa del solito. Quando capitano storie del genere si usa dire che il calcio è questo, spesso dà e toglie più di quello che il campo aveva evidenziato. Naturalmente esistono sempre, in sede di commento e di rivisitazione degli episodi, le possibilità di imputare quanto accaduto agli errori dei giocatori, alle decisioni cervellotiche dell’arbitro, alla perfidia dei numi del pallone che sembrano avercela proprio con l’Udinese e non solo per quel che succede in campo Certo è che pensare a una Juventus vittoriosa fino a quell’incredibile finale sarebbe stata ipotesi insostenibile, visto che fino ad allora i giocatori di Pirlo, con il divo CR7 in particolare, avevano giocato male, senza idee, esibendo determinazione e spirito aggressivo solo nelle reiterate proteste verso un arbitro tollerante ma solo con loro. Punizioni e cartellini gialli in pratica riservati solo ai bianconeri friulani e spesso davvero inventati, come il fallo fischiato a Larsen per un inesistente fallo su Cuadrado e che ha originato il rigore per il fallo di mano in barriera di De Paul. Orribile poi il secondo gol juventino, con errori assortiti a cominciare dal mancato colpo di testa di Samir appena entrato per finire con la papera di Scuffet, dolorosa perché un po’ tutti avevano salutato il suo rientro con interesse e simpatia. Resta il fatto che l’Udinese ha disputato una gran bella partita, una delle migliori in versione casalinga, e non può che rammaricarsi per il modo in cui è arrivata la sconfitta. In particolare diventa paradossale il fatto che possa essere indicato come dominatore della sfida un Ronaldo, autore di una doppietta ma a lungo pressoché assente in modo perfino irritante. Come del resto Dybala. Disdicievole poi il comportamento dei giocatori e dello staff juventino nei confronti dell’arbitro Chiffi, letteralmente assediato alla fine del primo tempo e purtroppo indotto a cambiar registro nella ripresa con tutta una serie di decisioni a senso unico. E se non è piaciuto l’arbitro, ancor meno gradite sono risultate le parole di Pirlo, che ha parlato di atteggiamento positivo della sua squadra capace di crederci fino in fondo e quindi meritevole della vittoria . Contento lui… Comprensibile invece l’amarezza di Gotti, signorile anche nel non sottolineare più di tanto la prepotenza di una Juventus, lontanissima parente di quella società che un tempo faceva vanto di essere depositaria del bello stile. Anche se, sempre, quell’autoreferenzialità veniva revocata in dubbio. —

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