Il Pordenone batte il Cosenza e conquista la salvezza: i neroverdi restano in serie B

Foto Petrussi

LIGNANO. Ciurria inventa e rifinisce, Butic entra e risolve: il Pordenone si aspettava di conquistare molto prima la salvezza, magari di centrare i play-off come l’anno scorso. Invece c’è voluta una vittoria al cardiopalmo nell’ultima giornata di campionato contro il Cosenza. Ma ciò che conta è che anche nella prossima annata sportiva i neroverdi giocheranno in serie B.

Il Pordenone resta in B, la festa dei neroverdi al bar Fontana di Lignano



Obiettivo minimo centrato, dunque, e al termine di una stagione così dura, segnata dal Covid e da tantissimi infortuni, nella quale è stato pure necessario cambiare allenatore, va benissimo così. Il 2-0 al Teghil ufficializza la permanenza in Cadetteria dei ramarri, mentre spedisce in serie C dopo tre anni il Cosenza, assieme a Reggiana, Pescara ed Entella: i 7 punti di distacco tra il quintultimo posto dei friulani e il quartultimo dei Lupi della Sila, nega a questi ultimi la chance dei play-out.

Gli altri verdetti: Empoli e Salernitana in serie A (il club campano è di proprietà di Lotito, come la Lazio, quindi ci sarà un’annosa questione da risolvere), ai play-off

Quattro novità per Domizzi nello schieramento base.

Un po’ il turnover per gli impegni ravvicinati, un po’ la necessità di mescolare le carte per la partita decisiva. E allora in difesa c’è Bassoli al posto di Barison al fianco di Camporese, a centrocampo la sostanza di Magnino e la fantasia di Calò assieme a Misuraca, confermato Zammarini sulla trequarti, in attacco Musiolik fa coppia con Ciurria, mentre Butic torna in panchina.
 

La prima, grande occasione da gol è per il Pordenone, e la crea Zammarini con una delle sue percussioni centrali: forte conclusione dal limite, si salva Falcone. Sul corner susseguente di Calò, esce a vuoto il portiere calabrese, ci provano prima Bassoli e poi Magnino, entrambi rimpallati. Pordenone molto determinato e voglioso di mettere subito l’incontro sui binari giusti. I neroverdi piacciono per la grinta, sentono i cori che arrivano da oltre il recinto dello stadio, dove un gruppo di tifosi – dopo averli accompagnati dall’albergo del ritiro fino al Teghil – si è appostato per rimanere vicino ai propri beniamini, seguendo il match attraverso tablet e telefonini, non potendo farlo dagli spalti.
 

Il Cosenza aspetta gli avversari e prova a ripartire. Lo fa perlopiù con lanci lunghi, che sono spesso preda della difesa locale. Al 23’ tuttavia il temuto ex Tremolada, giocatore ancora di proprietà del Pordenone, mette i brividi a Perisan con un sinistro dalla lunga distanza che termina alto.
 

Alla mezz’ora un’altra bella chance capita sui piedi di Ciurria, servito di prima intenzione da Zammarini: Falcone è reattivo su suo insidioso tiro-cross. Risponde ancora Tremolada, il più attivo dei suoi, con una percussione centrale e un rasoterra mancino di poco fuori misura. Crecco, dalla parte opposta, impegna Perisan e conferma l’equilibrio di una gara tesa, nervosa, dura.
 

In avvio di ripresa, col Cosenza proteso in avanti, trova subito un bel ribaltamento di fronte il Pordenone con Ciurria, che s’invola sulla destra, ma appena entrato in area viene chiuso da Ingrosso in angolo. E’ il “fante” a condurre il forcing in questa fase di gara: nell’azione successiva un’altra incursione e l’appoggio per Magnino, che col destro non inquadra lo specchio.
 

Il Pordenone non sembra volersi accontentare del pareggio, ma il tempo stringe per il Cosenza, che al 14’ crea la sua occasione più nitida: palla persa da Magnino, discesa di Carretta sulla corsia di destra, cross sul secondo palo e colpo di testa sottomisura di Gliozzi fuori di un niente. Altro brivido al 29’: cross di Sciaudone e incornata un po’ “lisciata” da Trotta, palla a lato: in tribuna si suda freddo.
 

Ma al 33’ a scacciare i cattivi pensieri ci pensa il solito Ciurria, che “frega” Ingrosso in uscita su un lungo lancio, gli soffia il pallone, entra in area dal fondo e serve al centro Butic, appena entrato per Musiolik, che si smarca bene e praticamente a porta vuota sigla col piattone il gol della salvezza.
 

Il Cosenza si riversa in attacco, con tutte le punte che può. Ma al 40’ rimane anche in inferiorità numerica per un fallaccio da rosso diretto di Tiritiello su Bassoli. E così al 5’ di recupero a segno ci vanno ancora i ramarri, in contropiede con Vogliacco che “propizia” l’autorete di Crecco, tra gli applausi dei pochi del Teghil e tra i cori di gioia dei tifosi fuori dello stadio. Il Pordenone ce l’ha fatta.


PORDENONE-COSENZA 2-0

PORDENONE (4-3-1-2): Perisan; Vogliacco, Camporese, Bassoli, Falasco; Magnino (42′ st Scavone), Calò (14′ st Pasa), Misuraca (42′ st Barison); Zammarini; Ciurria, Musiolik (30′ st Butić). A disp.: Bindi, Berra, Stefani, Biondi, Finotto, Mallamo, Chrzanowski, Rossetti. All. Domizzi.
 

COSENZA (3-4-1-2): Falcone; Tiritiello, Ingrosso, Legittimo (38′ st Mbakogu); Sueva (9′ st Trotta), Sciaudone, Kone (38′ st Corsi), Crecco; Tremolada (28′ st Sacko); Carretta, Gliozzi. A disp.: Matosevic, Saracco, Idda, Bouah, Schiavi, Vera, Antzoulas, Petrucci. All. Occhiuzzi.
 

ARBITRO: Fabbri di Ravenna. Assistenti: Valeriani di Ravenna e Lo Cicero di Brescia. Quarto ufficiale: Volpi di Arezzo.

Marcatori: nella ripresa, al 33′ Butić, al 49′ Crecco (autorete).

NOTE: al 40′ st espulso Tiritiello. Ammoniti Musiolik, Tiritiello, Domizzi, Misuraca e Scavone. Angoli 7-2. Recupero: pt 0′; st 5′.
 

Gli altri risultati della 38a giornata

Chievo-Ascoli 3-0

Cittadella-Venezia 1-1

Empoli-Lecce 2-1

Vicenza-Reggiana 2-1

Monza-Brescia 0-2

Pescara-Salernitana 0-3

Pisa-Entella 3-2

Reggina-Frosinone 0-4

Spal-Cremonese 1-0
 

La classifica

Empoli 73 punti, Salernitana 69, Monza 64, Lecce 62, Venezia 59, Cittadella 57, Chievo, Brescia e Spal 56, Reggina e Frosinone 50, Cremonese e Vicenza 48, Pordenone e Pisa 45, Ascoli 44, Cosenza 35, Reggiana 34, Pescara 32, Entella 23.

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