I grandi del calcio e la magia del Giro presentata la tappa Grado-Gorizia

Gorizia

«Nella mia mente passa già un’idea: un circuito transfrontaliero nel 2025 quando Gorizia e Nova Gorica saranno Capitale europea della Cultura». Il vulcanico Enzo Cainero, nel corso della serata-evento di ieri al Teatro Verdi del capoluogo isontino, ha voluto guardare già oltre: non solo alla tappa con arrivo in città il prossimo 23 maggio, ma addirittura ad un possibile traguardo successivo che porti il Giro o un’altra grande corsa su questo percorso tra quattro anni. Insomma, il territorio goriziano non lascia ma raddoppia: e lo fa anche in senso concreto già in questo 2021, visto che sempre nel corso della presentazione di ieri Cainero ha anche annunciato di fronte alle tante autorità presenti l’altra grande novità rosa, davvero in tutti i sensi. «L’11 luglio – ha detto – l’ultima tappa del Giro d'Italia femminile sarà la Capriva-Cormons: sarà un circuito da ripetere tre volte».


Al centro dell’evento presentato ieri dal giornalista Roberto Collini non c’era però solo il ciclismo: protagonisti assoluti infatti sono stati i grandi volti del calcio locale, ai quali la Grado-Gorizia è dedicata transitando da Pieris, paese natale di Fabio Capello, così come da Lucinico dell’amico ed ex compagno alla Spal Edi Reja, vero braccio destro di Cainero nell’organizzazione della tappa goriziana. Assieme a loro due sul palco sono saliti anche l’ex capitano del Torino Giorgio Puia, goriziano doc, e Bruno Pizzul, ambasciatore di Cormons nel mondo, mentre la partecipazione di Dino Zoff, nella cui Mariano il Giro ha organizzato un traguardo volante, è stata telefonica.

Aneddoti? A iosa: «Quando io e Fabio eravamo telecronista e seconda voce della Nazionale – ha raccontato Pizzul – criticammo uno 0-0 dell’Italia allenata proprio da Dino, che ci fulminò: «Vedete di non farvi vedere dalle parti di Mariano». O ancora: «A Catania nella mia non indimenticabile esperienza come calciatore – ha aggiunto ancora Pizzul – eravamo ben sette friulani in squadra». E Capello ha risposto: «A Ferrara imparai la marilenghe perché avevo quattro compagni che provenivano dal Friuli». Reja poi ha riportato come contattò Capello quando la Lazio gli propose la panchina: «Gli chiesi un consiglio, visto che lui era stato a Roma. Mi rispose: se non hai allenato nella Capitale è come non aver mai allenato».

Sono stati poi ricordati altri grandi campioni locali del passato (dal sagradino Sabadin al gradiscano Colaussi campione del mondo così come il mitico Bearzot, mentre Reja ha evidenziato come l’aquileiese Gigi Del Neri «fu mio giocatore alla Pro Gorizia quando l’allenai» divagando poi anche sul dna cestistico di Gorizia. La chiosa sul basket è stata di Pizzul, tutta da ridere: «Proposi al Paròn Rocco di andare a vedere insieme una partita a Milano. Alla fine gli chiesi se gli era piaciuto. Fu lapidario: «No sè mal, ma i fa sempre fallo de man». —



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