Il Pordenone brinda alla salvezza due gol nella ripresa, Cosenza ko

Ai neroverdi bastava il pari per difendere la categoria. Invece nel finale arriva una vittoria firmata da Butic e da un’autorete

/ lignano

Butic entra, ringrazia Ciurria e spedisce sé stesso e i suoi compagni dallo stadio Teghil al bar Fontana, dove in un amen saltano decine di tappi: in alto i calici, il Pordenone resta in B senza passare dai play-out. È l’epilogo più dolce, quello in cui tutto l’ambiente confidava, senza dirlo. Cosenza spazzato via, i calabresi scendono direttamente in C. E i neroverdi, che rischiavano di doversi giocare la salvezza ai play-out come quintultimi, lasciano invece dietro di loro pure l’Ascoli, scavalcato in extremis.


Insomma, meglio di così non poteva andare: un enorme sospiro di sollievo, dopo le sofferenze delle ultime settimane, le paure, le occasioni sciupate. Tutto dissolto dopo un’ora e un quarto di partita, comunque tutt’altro che semplice, nella quale il Cosenza ha giocato alla pari, cercando con forza il successo, unico risultato che avrebbe evitato la retrocessione diretta. Il Pordenone ha retto bene, ha gestito, ha sfoderato la grinta, badando a rischiare il meno possibile. E alla fine è stato premiato, come la concretezza di Domizzi, che ha portato 11 punti, frutto di tre vittorie (tutte in casa) e due pareggi in otto partite. Tripudio finale, dunque, come fosse una promozione. Del resto, in una stagione segnata pesantemente dal Covid e dagli infortuni, che hanno decimato per lungo tempo una rosa rinnovata e ringiovanita, è un risultato da tenersi stretto: un ottima base e un gran bagaglio d’esperienza per ripartire.

Quattro le novità nello schieramento base, un po’ per il turnover, un po’ per la necessità di mescolare le carte in una partita ad alta tensione. E allora in difesa c’è Bassoli al posto di Barison al fianco di Camporese, a centrocampo la sostanza di Magnino e la fantasia di Calò assieme a Misuraca, confermato Zammarini sulla trequarti, in attacco Musiolik e Ciurria, con Butic che parte in panchina. Pronti via ed è subito occasione per il Pordenone: incursione centrale di Zammarini, botta dal limite, para Falcone. Sul corner susseguente di Calò esce a vuoto il portiere calabrese, ci provano prima Bassoli e poi Magnino, entrambi rimpallati. Ramarri determinati e vogliosi di mettere presto l’incontro sui binari giusti, sospinti dai cori che arrivano da oltre il recinto dello stadio, dove un gruppo di tifosi – dopo averli accompagnati dall’albergo del ritiro fino al Teghil – si è appostato per rimanere vicino ai propri beniamini.

Il Cosenza aspetta gli avversari, riparte con lanci lunghi. Il temuto ex Tremolada si dà da fare, corre, crossa, conclude, mette i brividi a Perisan con un sinistro dalla lunga distanza. Ma dall’altra parte c’è l’imprendibile Ciurria che, servito di prima intenzione da Zammarini, impegna severamente Falcone. In avvio di ripresa, col Cosenza proteso in avanti, il “Fante” guida i contropiede neroverdi e poi il forcing che porta Magnino a sfiorare il vantaggio. Il Pordenone spinge, non si accontenta, ma è il Cosenza a doversi sbrigare e al 14’ Gliozzi su cross di Carretta sfiora il palo di testa. Quindi ci prova Trotta, sempre di testa, palla a lato: in tribuna si suda freddo. A scacciare i cattivi pensieri, al 33’, ci pensa il solito Ciurria, che “frega” Ingrosso in uscita su un lungo lancio, lo anticipa e gli soffia il pallone, entra in area dal fondo e serve al centro Butic, appena entrato per Musiolik, che si smarca bene e da due passi sigla col piattone il gol della salvezza. Il Cosenza si riversa in attacco, con tutte le punte che può. Ma al 40’ rimane in dieci e in pieno recupero incassa l’“autogollonzo” del 2-0: fuga solitaria di Camporese, palla per Vogliacco che tutto solo colpisce il palo, la sfera tocca il piede del portiere e carambola su Crecco, quindi nel sacco. Triplice fischio, via alla festa. —

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