Punto sull’orgoglio argentino nello stadio di Maradona

Sacrosanto che lo stadio di Napoli sia stato dedicato con immediatezza al nome di Diego Armando Maradona non appena il mitico argentino ha concluso la sua esistenza terrena. Difficile trovare analogo esempio di straordinaria identificazione tra un giocatore e una squadra, una città, una cultura. In quello stadio Maradona ha vissuto momenti di esaltazione personale e di riflesso collettiva davvero straordinari, subito eletto a inimitabile icona partenopea, fin dalla sua coreografica presentazione il giorno del suo arrivo a Napoli. Ma poi ogni sua esibizione è venuta ritagliandosi momenti di indimenticabili ricordi, per la magnificenza delle sue giocate, l’imprevedibilità dei tocchi, la sagacia delle conclusioni. Maradona ha portato il suo talento in giro per il mondo, ma quanto da lui fatto allo stadio cittadino ha sempre rappresentato qualcosa che i tifosi hanno inteso come dedicato a loro e solo a loro.

Posso dire di aver avuto il privilegio di vederlo spesso giocare, raccontandone le imprese, e anche di incrociarlo fuori dal campo. E devo dire che, al di là delle debolezze dell’uomo che ne hanno poi condizionato l’intera esistenza, ho apprezzato la sua cortesia nel tratto, la capacità di metterti a tuo agio, senza la presunzione dell’eletto dal Signore, addirittura con la sensibilità di rammentare qualche apprezzamento a lui gradito. In particolare mi ringraziò essendo venuto a sapere che, alla fine della partita persa dalla sua Argentina nella finale dei mondiali di Italia 90 con la Germania, al microfono di José Maria Muñoz, radiocronista argentino, avevo chiesto scusa a nome degli italiani per il modo inurbano in cui il pubblico aveva accolto l’esecuzione dell’inno argentino. Diego rispose per le rime, ma poi ricordò sempre quelle mie parole e ogni volta ebbe modo di manifestare una certa simpatia nei miei confronti.


Oggi l’Udinese si esibisce allo stadio intitolato al grande Diego Armando Maradona e, senza alcun dubbio, la nutrita colonia argentina in bianconero vivrà un’emozione particolare nell’entrare su quel terreno di gioco che tanto di calcisticamente straordinario ebbe in regalo dal loro celeberrimo connazionale. Qualcuno ha perfino detto che Diego era nato in Argentina per uno scherzo del destino, essendo per temperamento, estro e amore dello spettacolo un tipico napoletano.

Per i giocatori dell’Udinese l’impegno a onorare un simile campione dando il meglio sul piano dell’impegno e della volontà. Non sarà facile, ma è partita che va giocata al meglio . —

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