Quando l’eroe dei tifosi, si trasforma in gregario

Filippo Ganna, una maglia rosa al lavoro

Ganna generosissimo a tirare per i compagni: è giusto così?

SESTOLA. È giusto che la maglia rosa “in carica”, sebbene destinato a perderla, passi gran parte della tappa a tirare come un mulo in testa al gruppo, sotto la pioggia, a impedire che la numerosa fuga di giornata prenda le caratteristiche della cosiddetta “fuga bidone”?

Il dibattito è aperto, perché i chilometri e chilometri passati martedì nella quarta tappa verso Sestola da Filippo Ganna fanno discutere. Il primo a lanciare il sasso nello stagno, a proposito d’acqua, ieri è stato un ex vincitore del Giro d’Italia, Stefano Garzelli, ora apprezzato commentatore Rai.

«A me la maglia rosa là davanti a tirare come un gregario qualsiasi non piace proprio, ma non aveva proprio nessun altro la Ineos da mettere là davanti per tenere sotto controllo la fuga?».

Ganna, tre giorni in maglia rosa e una tappa vinta

Vero, sacrosanto, impeccabile. Ganna è generoso, ha una potenza impressionante, il suo simbolo del primato era destinato certamente a lasciarlo ieri, perché combattere per la maglia rosa finale almeno finora non è il suo mestiere, ma il fuoriclasse piemontese in bacheca ha quattro maglie iridate nell’inseguimento su pista, un titolo mondiale nell’inseguimento su strada, ha vinto cinque tappe al Giro, possibile?

«No – ribadisce Garzelli – non avevano Salvatore Puccio o Jonathan Castroviejo da mettere davanti, magari utilizzando Ganna nel finale per aiutare Bernal se davvero ci fosse stato bisogno?».
Niente, la Ineos ha deciso diversamente. L’ha spiegato il cittì Davide Cassani, ritornato in moto Rai a commentare le corse (e capace subito di alzare la qualità del servizio con i suoi interventi) e dare un occhio agli azzurrabili per le Olimpiadi. «Puccio è il capitano in corsa e, di concerto con il ds Matteo Tosatto, ha deciso di dividere così le forze», la tesi di Cassani.

Insomma, gioco di squadra: si corre per Egan Bernal e anche un fuoriclasse come Ganna si deve adeguare. Cento chilometri e più a tirare sotto la pioggia, segnale di una condizione invidiabile, ma anche di generosità e lealtà da insegnare nelle categorie giovanili. Ma la rosa non è solo la maglia che deve indossare il leader, è anche un simbolo con 90 anni di storia, festeggiati proprio lunedì. Per questo la dimostrazione di potenza di Ganna ha fatto discutere. E pure tanto.

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