Lovisa: il tecnico primo nodo da sciogliere. Spunta l’idea del ritorno di Bruno Tedino

Difficile la conferma di Domizzi: «Dobbiamo fare le giuste valutazioni, l’allenatore incide». Vecchi e Viali le altre ipotesi

PORDENONE. Al Pordenone è già tempo di pensare al futuro: Mauro Lovisa è così: da buon friulano, bada al sodo. Ha festeggiato la salvezza, ora la sua testa è già rivolta alla prossima stagione.

E il primo nodo da sciogliere è quello relativo all’allenatore: difficile che Maurizio Domizzi sia confermato. Non per mancanza di fiducia nei suoi confronti, anzi, per lui il patron prova profonda gratitudine. Ma è l’esperienza il fattore per lui importante in questo momento.

Ecco perché, oltre alle ipotesi Stefano Vecchi (tecnico dell’Alto Adige, ex Inter primavera e per una breve parentesi “traghettatore” della prima squadra) e William Viali del Cesena, entrambi pronti a disputare i play-off di C, l’ipotesi più suggestiva è quella di un clamoroso Bruno Tedino-ter.

Reduce da una sfortunata esperienza alla guida di un’Entella oggettivamente troppo poco competitiva quest’anno in B, il tecnico è pordenonese d’adozione ed è amatissimo dalla piazza, dopo le due splendide stagioni (dal 2015 al 2017, arrivò la prima volta nel 1999 in D) in cui i neroverdi, dopo la retrocessione e il ripescaggio, avevano gettato le basi per la futura promozione in B sfiorandola per due volte ai play-off.

Se n’era andato per la proposta irrinunciabile di Zamparini al Palermo, ma è sempre rimasto nel cuore di Lovisa, che ne apprezza il gioco propositivo e frizzante, oltre alla riconosciuta capacità di lavorare con i giovani, non per nulla è stato allenatore delle giovanili azzurre.

A precisa domanda sulla possibile conferma di Domizzi, il presidente ha così risposto: «È una valutazione che faremo con calma, già l’anno scorso avevamo fatto dei ragionamenti che poi non sono andati in porto. Adesso vogliamo pensarci bene, io, mio figlio Matteo e il ds Berrettoni. Credo che il mister incida molto. E in futuro inciderà ancora di più: la prossima serie B sarà molto equilibrata, con i budget ridimensionati dopo il Covid: la crisi nel calcio sta arrivando. La scelta va fatta con intelligenza e parsimonia».

Insomma, Tedino potrebbe essere il profilo ideale sotto tutti i punti di vista: costo, amore per la maglia, apprezzamento dei tifosi, gioco spumeggiante – il divertimento è sempre stato in cima alla lista delle preferenze di Lovisa – e valorizzazione di un settore giovanile in crescita.

Di certo il patron non sembra rimpiangere Tesser: «Dopo un girone d’andata come quello che abbiamo fatto – ha detto – mai avrei pensato che saremmo arrivati a giocarci la salvezza all’ultima partita. È vero che storicamente il secondo anno per le neopromosse, passato il primo dell’entusiasmo, è sempre duro. Esserci confermati a dieci punti dalla quartultima senza mai entrare in zona play-out è stato un buon risultato, anche se credo sinceramente che questa squadra avesse le qualità per fare qualcosa di più.

Abbiamo cambiato la guida tecnica perché in 10-11 partite avevamo fatto 4-5 punti, inutile aggrapparsi alle scusanti delle assenze. Nei momenti di difficoltà un tecnico deve dare qualcosa di suo. Questo non è successo e quindi abbiamo deciso di cambiare. Domizzi, se non altro, ha dato un’identità alla squadra, portandola finalmente a vincere tre partite in casa, quindi alla salvezza». 

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