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Zoncolan, salita a numero chiuso: ok alla presenza di solo 2.500 tifosi

Simoni sullo Zoncolan nel 2003 tra la folla, sabato prossimo ci saranno neve e poco pubblico

Missione compiuta, a fatica, come è giusto che fosse perché siamo pur sempre nel mezzo di una pandemia e, sebbene i dati siano confortanti e al Giro i tifosi si stiano rivedendo sulle strade, il pericolo Covid è sempre dietro l’angolo.

Sabato a bordo strada verso la vetta dello Zoncolan, in quelli che sono forse i tre chilometri di salita più attesi dell’edizione 104 della corsa rosa, Egan Bernal e Remco Evenepoel e gli altri non si fideranno solo tra due muri di neve su un asfalto perfettamente rifatto grazie a FvgStrade a tempo di record.

Ci sarà anche il pubblico, non oltre le 2.500 persone autorizzate dalla Questura di Udine, ma a lato della strada non ci sarà il deserto, come temuto fino a qualche giorno fa.

È il massimo che il patron delle tappe friulane Enzo Cainero, con il Comune di Sutrio ha ottenuto dalle autorità competenti.

«Vista la situazione già un grande risultato – spiega il patron – volevamo evitare che lo Zoncolan, una delle tappe più attese del Giro, si trasformasse in una scalata “tra il deserto” e ci siamo riusciti. Ora dovremo dimostrarci impeccabili nel mettere in pratica il piano».

Poi precisa: «FvgStrade ha completato l’asfaltatura, per l’accesso allo “stadio” finale ci si prenoterà attraverso il comitato locale tappa e Promoturismo.

Nei prossimi giorni definiremo tutto. Più facile l’accesso al pubblico nella tappa di Gorizia domenica 23: piazza Vittoria sarà accessibile a un numero variabile tra 500 e mille tifosi, in sicurezza.

Il resto del percorso sarà libero, così come accade nel tratto in Slovenia del circuito. Raccomando, ovviamente, prudenza e distanziamento».

Il precedente di ottobre per la salita del Muro di Ragogna nella tappa Udine-San Daniele dell’edizione 103, è stato la base dell’operazione.

Oltre il piazzale Moro sopra Sutrio, quello delle seggiovie, solito quartier generale dell’organizzazione, il pubblico potrà salire solo esibendo un pass o se, pochi fortunati, dimostreranno di alloggiare nelle due strutture alberghiere in quota.

Sarà possibile prenotare 1.500 pass attraverso Promoturismo Fvg.

Martedì verranno meglio spiegate le modalità di prenotazione. Altri 250 autorizzati potranno salire in quota da Ravascletto utilizzando la funivia.

Negli ultimi 3 km, i tifosi non potranno salire in bici ma solo a piedi. E fino a 300 metri dal traguardo perché lì comincerà la “bolla rosa” di sicurezza.

Il finale di tappa sarà sorvegliato da 300 volontari della Protezione civile, un centinaio del Comune di Sutrio, invece, si occuperà del parcheggio al piazzale Moro che, al netto dei mezzi dell’organizzazione e dei bus delle squadre, potrà ospitare un migliaio di aiuto.

La strada per lo Zoncocan da Sutrio sarà chiusa non appena i posti saranno esauriti o, al massimo, sabato alle 13.

Un’operazione complessa, senza precedenti, o quasi.

Una vecchia volpe dell’organizzazione del Giro, Giuseppe Figini, ci aiuta con la memoria.

Al Giro 1975 per il celebre duello finale Bertoglio-Galdos gli organizzatori furono costretti a chiudere ai tifosi l’accesso alla montagna.

In bici o a piedi si poteva salire. Insomma, chiusura per overdose di tifosi non per pandemia. C’è il virus, le manifestazioni sportive devono ancora svolgersi senza pubblico.

Il Giro è itinerante, sulle strade i tifosi sono tornati, vanno però evitati gli assembramenti, inevitabili in quei tornanti impossibile verso la vetta.

Ecco perché ci si dovrà accontentare del numero chiuso. È il massimo che si potesse ottenere, per com’era la situazione sanitaria del Paese un paio di mesi fa, un grande successo. —

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