Bernal, un balzo alla Pantani per ipotecare la maglia rosa

Bernal primo a Cortina, orgoglioso della sua maglia rosa

Il leader attacca sul Giau e vince un tappone dimezzato troppo in fretta per maltempo «Peccato Marmolada e Pordoi li avrei fatti volentieri». Ottimo Caruso, male Yates

CORTINA D’AMPEZZO. “Lindo Egan”, dicono i tanti giornalisti colombiani in sala stampa quando Bernal taglia il traguardo di Cortina. «Bello Bernal», perché il fuoriclasse di Bogotà ha dominato il tappone dolomitico dimezzato, con Marmolada e Pordoi tagliati, e tante critiche, a causa del maltempo, andandosene via di prepotenza sul Giau e piombando nella città olimpica con una trentina di secondi di vantaggio su un ottimo Romain Bardet (Dsm), che ora punta al podio, e un immenso Damiano Caruso, il gregario di lusso della Bahrain che ora si prende il lusso del secondo posto in classifica.

L'attacco della maglia rosa sul Giau

“Lindo” Egan, perché zuppo d’acqua, dopo una tappa in cui acqua e freddo hanno imperversato, ha avuto la lucidità, no, meglio, il rispetto per una corsa storica come il Giro, nello sfilarsi la mantellina, riporla nella tasca posteriore e tagliare il traguardo a braccia alzate e la maglia rosa bene in mostra. Il tutto a costo di perdere anche secondi preziosi. E chissenefrega.Obiettivamente, salvo cataclismi, chi può fermare sulle strade del Bel Paese il vincitore del Tour de France 2019, quando aveva solo 22 anni?

L'attacco della maglia rosa sul Giau

Ha la squadra più forte, ma soprattutto è il più forte. Con lucidità e ironia. Come al mattino a Sacile. Piove, sulle cime dolomitiche che l’attendono, cade la neve. Mentre la direzione di corsa era indaffarata in sondaggi e abboccamenti con corridori e team per capire se è il caso di “infliggere” ai corridori quattro salitone e 5.700 metri di dislivello e alcuni team mostravano il loro dissenso, lui postava sui social: “I boccettini lunghi per favore...Grinta ci vuole. Questo è uno sport di m...». I boccettini rimandano a un duetto su Radio Deejay tra Nicola Savino e Linus che in poco tempo è diventato virale. Un direttore sportivo spronava con parole di fuoco alcuni giovani corridori di un team giovanile. È diventato il video dei “boccettini”. Bernal, altra dimostrazione di come sia legato a filo doppio all’Italia, se l’è ricordato per prepararsi al tappone.

Alla partenza di Sacile, poi, ha avuto la sorpresa: solo 155 km. «Salvaguardiamo la sicurezza dei corridori», ha detto il direttore del Giro, Mauro Vegni. Alcuni team mugugnano, molti solo di facciata. Bernal, tagliato il traguardo, metterà tutti d’accordo: «Io avrei dato volentieri spettacolo su Marmolada e Pordoi». “Lindo” Egan. Per quanto visto in questi decenni, si sarebbe potuto tranquillamente correre, si è visto di peggio.

Bernal abbraccia la fidanzata al traguardo

I pochi chilometri fatti, però, sono stati spettacolari. Sulla prima salita della Crosetta va via una fuga di 16 corridori, poi di sei. Tra loro Joao Almeida (Deceuninck) e soprattutto Vincenzo Nibali (Trek), orgoglio da vendere.
Sul Giau però, a sei km dalla vetta, il marziano ha accelerato. Impressionante e inesorabile. L’hanno visto solo pochi fortunati sulla strada perché il maltempo ha mandato in tilt anche le immagini tv. Bernal non ha preso inutili rischi in discesa e ha vinto a Cortina.
«Volevo vincere con la maglia rosa, quando ho attaccato sul Giau volevo dare spettacolo, questo è il ciclismo che mi piace, anche quando piove e fa freddo. In tanti mi urlavano “Pantani, Pantani”, mi ha fatto tanto piacere, a casa non ho mie foto in bici, solo una caricatura di Marco. Siamo nati nello stesso giorno e per me è un grande». Bacia e abbraccia la sua Maria Fernanda, imbaccuccata e felice.

Damiano Caruso all'arrivo con Romain Bardet: il siciliano ora è secondo

Dietro l’altra corsa: a 31” e 33” arrivano Romain Bardet (Dsm) e un grande Damiano Caruso (Bahrain), bene Giulio Ciccone e Hugh Carthy a 2’18”. Malino Alexander Vlasov (Astana) a 2’21”, male Simon Yates a 2’47”, malissimo Remco Evenepoel, che quando Bernal tagliava il traguardo passava sul Giau, 18 km più in sù.
Martedì  giorno di riposo a Canazei. Benedetto per molti.

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