Una crepa nel regno di Bernal. E Yates adesso ci crede

Almeida, Yates, Bernal e Martinez nella fase decisiva della tappa

Sulle dure rampe di Sega di Ala il colombiano cede quasi un minuto all’inglese. Caruso ancora super, crolla Bardet. Tappa a Daniel Martin

ALA. Il castello di Avio da oltre mille anni è vedetta perfetta sulla Vallagarina. La maglia rosa Egan Bernal fino a mercoledì verso le 17 scrutava lontano nella pianura e non scorgeva nemici, si sentiva sicuro, gambe buone, testa ancor migliore, vedette al castello di prim’ordine  (l’invincibile Ineos).

Poi però, lo scenario è cambiato. E dalla pianura sull’antica via Augusta è arrivato un nemico, minaccioso. Che, bene che gli andrà, gli farà sudare sette camicie. Arriva dall’Inghilterra e si chiama Simon Yates (Echange): era uno dei favoriti del Giro alla vigilia, si era “nascosto” per una decina di giorni, sullo Zoncolan aveva attaccato ma Bernal lo aveva “fumato” e, soprattutto, si era beccato due minuti nel tappone dimezzato frenato dal freddo. Sembrava fuori dai giochi a oltre 4’ da una maglia rosa sicura nel castello inespugnabile.

Yates stremato al traguardo

Da mercoledì, dopo la scalata a perdifiato a Sega di Ala, la salita a tratti durissima sopra il castello di Avio, il gemello torna a credere alla vittoria finale.
Sembrava tutto apparecchiato per un’altra recita di Bernal. Ineos in controllo, solita fuga lasciata andare con anche libera uscita per giocarsi la vittoria al trentino Gianni Moscon. Unico intoppo la caduta a 25 km dalla fine nella discesa del Passo San Valentino, aperitivo all’erta finale, nel gruppo maglia rosa. A terra, tra gli altri, i Trek Giulio Ciccone e Vincenzo Nibali, che picchia il braccio destro, quello del polso fratturato e Remco Evenepoel (Deceuninck), la cui bici s’impenna e lo ribalta ne prato oltre il guardrail. Ripartiranno tutti, non senza conseguenze.

Il trionfo di Dan Martin

Poi la salita decisiva. Davanti, tra i fuggitivi, Dan Martin (Israel), gran corridore, non certo bello da vedere in sella ma dalla grinta da vendere, mattone su mattone costruisce la vittoria di tappa.
Yates, invece, assalta il castello rosa. Primo scatto a 4 km dall’arrivo, quando le pendenze arrivano anche al 17%. Bernal regge per mezzo km, con lui, per sua fortuna, il compagno di squadra Daniel Martinez e il sorprendente portoghese Joao Almeida (Deceuninck), che sarebbe lì a giocarsi il podio se il suo team non l’avesse sacrificato per aiutare Evenepoel nella tappa degli sterrati. Dietro sceglie di salire col suo passo, e fa benone, un ancora una volta straordinario, e non è una esagerazione, Damiano Caruso (Bahrain).

Una magnifica foto: Martinez incoraggia Bernal

Poi la maglia rosa s’ingobbisce, fa fatica, quasi si pianta. Caruso torna su di lui e il trenino riesce a limitare i danni su Almeida e Yates, che taglia il traguardo 30” dopo il vincitore Martin e, soprattutto, 57”, prima di Bernal.

Crollano Romain Bardet (DSM), Youh Carty (Ef), Giulio Ciccone tutti a oltre sei minuti.

L’inglese è carico: «È stata una giornata bellissima, il sole mi ha aiutato, ho cercato di fare la differenza, è stata una giornata difficile per Bernal, ma combatterà sino alla fine e ha un grande vantaggio».
 

Brent Copeland, il team principal della Bike Exchange gli fa eco: «Noi ci proveremo ancora, anche se la cronometro di 30 km domenica favorisce comunque Bernal».
Già, la maglia rosa. Ammette senza problemi le difficoltà. Ha solo un rammarico: non aver provato la salita come i rivali. Per il resto è sportivamente realista: «Sono soddisfatto, non è stata la mia miglior giornata e ho perso poco tempo. Ho ancora un grande vantaggio. Ho pagato la giornata di riposo? Forse, ma Yates è stato il più forte, il ciclismo è così e vincere per me il Giro non sarà semplice, l’ho sempre detto. In fondo non sarebbe nemmeno bello vincere facile».

Giovedì  “tregua” a Stradella. Poi le due tappe-verità in montagna. Per il padrone del castello e il suo assalitore arrivato dalla pianura.

Video del giorno

A Trieste i funerali di Liliana Resinovich: le parole del marito Sebastiano

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi