Che coraggio Venchiarutti Prova la fuga con Aleotti

Nicola Venchiarutti, 22 anni di Osoppo corre nell'Androni Sidermec

I due ex Team Friuli si fanno ben valere ma il gruppo con i big non lascia fare

Alpe di Mera. Pronti via, c’è la gara ad andare in fuga e svincolarsi dalla morsa dei top team che vogliono tenere cucita affinchè i loro leader vadano a giocarsi tappa e forse il Giro nel finale, eppure, dopo una quarantina di km, la fuga va.

Con tanto Friuli dentro. Scappano in sei corridori: Lawrence Warbasse (Ag2r),  Mark Christian (Eolo),  Quinten Hermans e Andrea Pasqualon (Intermarché) e soprattutto l’ex capitano del Team Friuli, Giovanni Aleotti (Bora), 22 anni, emiliano e grande speranza del ciclismo italiano e Nicola Venchiarutti, il 22enne di Ospppo della Androni Sidermec, anch’egli fino a due anni fa alla Professional friulana.

La mezza dozzina va forte, quattro minuti di vantaggio della prima salita di giornata, il colle di Gignese che ha sostituito il Mottarone, poi però dietro le cose cambiano. Perché, tra paesaggi mozzafiato, comincia a tirare a fondo la Deceunink che vuole far saltare il banco per la rimonta impossibile di Joao Almeida. E così, nei 7,5 km della salita del Passo della Colma il vantaggio dei fuggitivi cala ancora. A metà salita Venchiarutti, debuttante al Giro, cede e viene riassorbito dal gruppo maglia rosa a 40 km dalla fine. Bravo lo stesso, il traguardo di Milano, già un successo all’esordio, è ormai a un passo.

Anche se lui al traguardo è prudente: “Ce l’ho messa tutta, ci ho provato. Milano? C’è una tappa dura, ma voglio arrivarci a Milano”. Ha finito la tappa sfinito  a 29’16” dal vincitore Simon Yates, 142° e terzultimo. In classifica è 132° a quasi 4 ore e mezza da Bernal. Dietro di lui solo 12 atleti, ma va bene così per il passista veloce.

Venchiarutti e Aleotti con gli altri 4 compagni di fuga

Aleotti, che vedremo fra qualche anno a lottare per le posizioni che contano, e gli altri resistono fino a 8 km dal traguardo, quando la salita dell’Alpe di Mera è già iniziata da due chilometri abbondanti.

Quanto basta a far luccicare gli occhi al patron del Team Friuli, Roberto Bressan. “Bravi ragazzi, anche Matteo Fabbro sta facendo bene, Alessandro De Marchi sappiamo quel che ha fatto: insomma, un bel Giro di nostri ex corridori che ci dà una grande spinta per fare ancora meglio e scovare altri talenti”.   

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