Addio Delser, giramondo Peresson ora vuole vincere anche in Alsazia

pordenone

Ha giocato nel settore giovanile del Sistema, dopo aver mosso i primi passi con il minibasket del Nuovo basket 2000, con tante finali nazionali disputate, ha militato in serie A con Venezia e Delser Udine, in B con il Sistema rosa, ha disputato europei e mondiali con le nazionali azzurre giovanili di tutte le categorie compresa quella maggiore, ha passato tre anni in America all’università di Georgia Tech ad Atlanta, le mancava un’esperienza con un club europeo. E per Antonia Peresson, assieme a Stefania Gaspardo la più forte giocatrice all time di Pordenone, è arrivato anche questa traguardo. La play del 1999, ultima ottima stagione alla Delser in A2, è stata ingaggiata dai Royals di Saaroluis, cittadina in Alsazia vicino a Saarbrucken, allenata dal coach lituano Saulius Vadopala, arrivato a circa metà di questa stagione. Nel roster ci sono anche tre americane, incontrate da Antonia da avversarie quando giocava nei college. Royals ha vinto due campionati e tre coppe nazionali tra il 2008 e il 2010 e ha raggiunto le semifinali di Eurocup 2010, ora dopo un periodo di appannamento vuole tornare al vertice e giocare anche una coppa europea e la dirigenza del club ha individuato nella Peresson uno dei cardini di questo progetto. Assieme a lei anche un altro prospetto dello Sporting, Tina Cvijanovic, ala forte del 1998 per 180 centimetri e nazionale slovena, giocatrice di grande carica agonistica e affidabile al tiro. In questa stagione Antonia e Tina hanno realizzato rispettivamente 403 (quasi 16 di media) e 360 (14) risultando le due migliori marcatrici della Delser, trascinandola ai play-off. Grande personalità, visione di gioco e capacità di segnare sia da lontano che nel traffico dell'area sono le caratteristiche principali della Peresson. «Vorrei prima di tutto – afferma Antonia – ringraziare lo Sporting Delser per l’opportunità di avermi di nuovo permesso di tornare al basket giocato dopo due anni di stop al rientro dall’America. Quella di Udine è stata una straordinaria esperienza sia dal punto di vista umano che tecnico, e mi sento dunque pronta e carica a tuffarmi con grande entusiasmo in questa nuova avventura». —




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