Mensah, corsa e fisico al servizio del Pordenone: «Pronto a dare l’anima per ripagare la fiducia»

L’attaccante, prelevato dalla Triestina, sarà neroverde dal primo luglio. Niente promesse sui gol, vacanze e tanto lavoro per arrivare al meglio 

Si pone con umiltà nei confronti della nuova sfida, perché in serie B non ha mai giocato e non sa quanto può incidere nella nuova categoria. Ma è carico, perché sa di avere un’opportunità incredibile. Anche per questo dice che «per il Pordenone darò l’anima».

Ha la mentalità giusta Davis Mensah, attaccante classe 1991 ancora di proprietà della Triestina, ma dal primo luglio ufficialmente un nuovo calciatore dei ramarri. Parla da Verona, casa sua, da dove riesce a trasmettere benissimo cosa si aspetta e cosa sogna dall’avventura che ha di fronte.


Diciamo la verità: dopo più di 10 anni tra Eccellenza, serie D e C, si aspettava questa chiamata?

«No, ormai ero convinto che la Lega Pro, in cui ho militato nelle ultime quattro stagioni, fosse la mia categoria. Questo treno, alla mia età, passa una volta nella vita: non potevo rifiutare. Così ho accettato subito l’offerta del Pordenone, che mi ha cercato e mi ha fatto sentire importante».

Dal 2017 al 2021 alla Triestina: 130 partite, 20 gol e 13 assist. Il “Rocco” sarà sempre casa sua?

«Con gli alabardati sono arrivato nel calcio che conta, ho dato e ricevuto tantissimo. L’unico rammarico è non essere riuscito a vincere con loro, brucia la finale play-off del 2019 persa con il Pisa. Ringrazio tutti gli allenatori che ho avuto, che mi hanno fatto crescere, la famiglia Biasin e l’amministratore unico Mauro Milanese: senza di loro non sarei qui».

Il Pordenone giocherà col 4-4-2: può fare l’esterno d’attacco e la punta, conferma?

«Sì, assolutamente, ed è con Massimo Pavanel, ex dei neroverdi, che ho capito di poter fare anche il centravanti. Non so quanti gol potrei segnare, non faccio promesse, ma posso dire che dove non arriverò tecnicamente ci arriverò con il fisico e con la corsa. Sono pronto a dare l’anima per i ramarri».

Mensah è pronto per iniziare la nuova avventura?

«Sì, assolutamente. Sono curioso, ma anche consapevole dei miei limiti e, nella giusta maniera, preoccupato da ciò che mi aspetta: per questo punto ad arrivare fisicamente e mentalmente al top, voglio andare il doppio degli altri».

Al Bottecchia, sotto il diluvio, nell’autunno 2017 segnò un grande gol.

«Forse il mio gol più bello assieme alla rovesciata contro l’Alto Adige. Ricordo tutte le sfide con i ramarri, anche con la Virtus Vecomp in serie D. Ma i match che ho vissuto con la Triestina mi caricavano in maniera particolare: erano dei derby, li sentivo».

Vacanze?

«Andrò al matrimonio di Frascatore e di Odoguw, miei ex compagni di squadra, rispettivamente alla Triestina e alla Vecomp. Poi starò a casa, che ho appena comprato a Borgo Roma, a Verona. Sono con la mia fidanzata Beatrice, che fa la psicologa».

L’allenatore, i nuovi compagni: li ha già sentiti?

«Non ancora. Di mister Paci mi hanno parlato bene. Ho giocato con Perisan (alla Triestina, ndr), altri li ho conosciuti da avversario. Tra poco li vedrò dal vivo. Sono pronto». 


 

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