Simeone telefona a De Paul, l’Udinese aspetta 40 milioni

Il tecnico dell’Atletico Madrid ha parlato di programmi con il capitano bianconero. Pozzo è irremovibile sul prezzo: il 15% dovrà girarlo al Valencia, il 5% al Racing

UDINE. I soldi, certo. Saranno molti e saranno quelli a determinare l’addio di Rodrigo De Paul dall’Udinese, per una cessione annunciata già da tempo da ambo le parti, ma c’è un club e un allenatore che oltre al denaro ha un altro modo persuasivo per arrivare agli obiettivi di mercato prefissi. La società in questione è l’Atletico di Madrid e il tecnico è quel Diego Pablo Simeone che può essere definito l’artefice del ciclo di vittorie dei colchoneros, con l’ultima Liga appena conquistata a spese delle rivai di sempre Real e Barcellona.

Simeone all’Atletico guadagna 12 milioni di euro all’anno e la sua gestione ricalca quella che aveva Alex Ferguson al Manchester United, con un ruolo da allenatore pronto ad abbracciare anche quello di direttore sportivo.

Giusto per ricordare che all’Atletico non arriva giocatore che non sia personalmente attenzionato, scelto e valutato dal tecnico, e questo basta e avanza per capire che quando Simeone vuole un giocatore, la macchina organizzativa del presidente Enrique Cerezo si mette in movimento. E se non basta, è lui stesso ad attivarsi, esattamente come è accaduto con De Paul, che tra i numeri in rubrica del suo cellulare non aveva quello del “Cholito”.

La chiamata è arrivata a sorpresa e Simeone non ha cercato il capitano dell’Udinese per chiedergli «come stai?» o le condizioni meteo. I due, invece, hanno parlato di progetti per un futuro che De Paul, sempre più al titolare della nazionale Argentina che domenica esordirà in Copa America affrontando il Cile, potrebbe trovare proprio a Madrid, là dove il diez bianconero andrebbe sì volentieri, ma solo in seconda battuta perché la sua prima preferenza resta la serie A.

Questo è filtrato dall’entourage del giocatore che sembrava tanto piacere al Milan, almeno fino a un paio di settimane fa. Poi “radio mercato” ha cambiato frequenza sintonizzandosi sulle “onde lunghe” di Madrid, là dove i dirigenti dell’Atletico hanno già chiamato a casa Pozzo per ben due volte.

La prima hanno offerto 20 milioni più il difensore argentino Perez, mentre la seconda sono arrivati a mettere 30 milioni sul piatto, trattando allo stesso tempo con Mino Raiola che di De Paul ha la procura. L’offerta al giocatore è già stata formulata sulla base di un contratto annuale a 3.2 milioni di euro per cinque anni.

Tutte cifre che sembrano dimostrare un certo avanzamento della trattativa, che tuttavia non è ritenuta soddisfacente dall’Udinese, perché sono almeno 40 i milioni che servono per il cartellino dell’argentino.

I Pozzo, infatti, sanno bene che dalla cifra richiesta dovranno essere defalcate delle percentuali, visto che l’Udinese dovrà versare al Valencia il corrispettivo del 15 % della futura vendita, come da accordi formalizzati tra le due società al momento dell’acquisto di De Paul (2016), con l’aggiunta di un altro 5% da versare al Racing di Avellaneda.

Il club argentino, infatti, ha diritto alla percentuale secondo quanto stabilito da una modifica del contributo di solidarietà che prevede la percentuale da distribuire in favore dei club coinvolti nella formazione del calciatore nel corso delle stagioni dal 12º al 23º di età, ma solo nel caso in cui il giocatore venga trasferito prima della scadenza del suo contratto.

È proprio il caso di De Paul, che a ottobre 2019 allungò con l’Udinese fino al 2024, e che ora è stato chiamato personalmente da Simeone. Accetterà? 


 

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