Barison e Camporese: il Pordenone si fida della coppia centrale

I due difensori saranno assieme per la terza stagione di fila. Una garanzia per il 4-4-2 del nuovo allenatore Paci

PORDENONE. Tra le certezze da cui il Pordenone ripartirà, una è indubbiamente quella rappresentata dalla coppia di centrali difensivi. Il campionato alle porte sarà il terzo di fila in cui Alberto Barison (classe 1994) e Michele Camporese (’91) giocheranno assieme.

Ma c’è di più, nel segno della continuità: le conferme riguardano anche i loro naturali sostituti, ovvero Alessandro Bassoli (’90) e capitan Mirko Stefani (’84). Probabilmente arriverà un altro calciatore a completare il reparto, ma non cambierà la sostanza: per Massimo Paci, nuovo tecnico dei ramarri, la conoscenza reciproca dei calciatori comporterà un bel risparmio di tempo nel trasmettere le sue idee (anche se saranno nuove).

Dettagli che possono fare la differenza nel preparare un torneo che si preannuncia molto difficile: dalla A sono scese squadre come Benevento, Crotone e Parma, con quest’ultima che in porta accoglierà il ritorno di un monumento come Gigi Buffon. Paci, peraltro ex difensore di serie A e del Parma, troverà non solo giocatori disposti ad ascoltarlo, ma che metteranno a disposizione il loro collaudato affiatamento visti gli anni trascorsi assieme. In molte partite, specie nel primo anno di B, Barison e Camporese sono stati i migliori in campo.

Dialogano bene e si compensano. Nel finale dello scorso campionato Camporese è stato determinante, dimostrando perché, in passato, abbia militato in A nella Fiorentina e nelle nazionali giovanili. Il suo compagno di reparto ha invece patito il cambio di allenatore (da Tesser a Domizzi), ha disputato qualche partita negativa, ma alla fine si è ripreso e, particolare non da poco, gioca bene sia con l’ex viola sia (se non soprattutto) con Bassoli. Con l’ex Alto Adige sarà addirittura il quarto torneo assieme: i due dividevano il reparto anche in C nel 2018-2019, parentesi in cui con Barison ha giocato spesso anche Stefani.

In una squadra che dovrà per forza cambiare qualcosa – il passaggio al 4-4-2 comporta delle modifiche – ricominciare dai pilastri del reparto arretrato è qualcosa di importante. Anche perché il Pordenone di Paci sarà orientato principalmente a non subire gol. Lo dice la storia dell’allenatore, che nelle passate esperienze in panchina ha curato molto la fase di non possesso, risultando per esempio a Forlì, in serie D, la formazione con la miglior difesa. 


 

Video del giorno

Sardegna in fiamme, le immagini girate dai volontari: dalle case distrutte alla fuga dei bagnanti

Spigola in crosta di pomodorini secchi e pistacchi

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi