La rivoluzione della Serie A: 18 squadre e playoff nella stagione 2024/2025

La riduzione del numero di partecipanti sarà il primo passo e il processo inizierà nel campionato 2022/2023. L’obiettivo è l’introduzione di una final four tra le prime quattro classificate tra tre anni

UDINE. Da oggi non si torna più indietro. Dopo 17 stagioni a 20 squadre (l’allargamento è datato 2004-05), la Serie A imbocca la strada della riduzione a 18 formazioni. E inizia a mettere a fuoco la rivoluzione dei playoff scudetto, mai sperimentati prima nei principali campionati europei. Per la prima volta queste modifiche sono entrate nell’ordine del giorno dell’assemblea della Lega Serie A: «Analisi impatti sull’ipotesi di modifica del format del campionato di Serie A», recita il punto 4 della scaletta di oggi pomeriggio. Dovrebbero servire tre anni per tradurre questo proposito in realtà.

I club sono assistiti dagli esperti della società di consulenza internazionale Deloitte. Gli aspetti economici, infatti, sono centrali: dalla distribuzione dei diritti tv con due squadre in meno al «paracadute» economico per le due retrocesse in più. L’idea è quella di varare la doppia riforma nella stagione 2024-25. Serviranno infatti due campionati di assestamento per virare verso le 18 squadre: 2022-23 e 2023-24. Impossibile applicare i primi aggiustamenti alla prossima Serie A che partirà tra meno di un mese. Serve un’intesa con gli altri protagonisti del calcio italiano. Venerdì è in programma un incontro con tutte le componenti della Federcalcio. Il presidente federale Gabriele Gravina inserisce la diminuzione delle squadre di Serie A in un discorso complessivo di maggiore sostenibilità economica dell’intero movimento, basata sul taglio delle società di ogni categoria del professionismo.

Il passaggio a 18 formazioni implica un dialogo con la Lega B. In Francia, dove la Ligue 1 è appena scesa da 20 a 18 partecipanti, è stato stabilito che nella stagione 2022-23 quattro squadre retrocederanno in Ligue 2, mentre solo due saliranno nella massima divisione. Non sarà facile trovare un accordo simile in Italia.

Nell’approccio degli addetti ai lavori, i playoff scudetto vengono dopo questo intervento necessario a rendere più solidi gli equilibri finanziari del sistema calcio. Il discorso è opposto per i tifosi, che già si dividono tra favorevoli e contrari a questa svolta epocale. Al momento si ragiona su una fase finale con semifinali e finale tra le prime quattro della stagione regolare. Anche Liga e Premier League stanno studiando una soluzione simile. I campionati nazionali cercano esiti meno scontati. Gli ultimi 20 scudetti sono stati vinti solo da tre squadre: Juventus, Inter e Milan.

Passando a 18 squadre la Serie A avrebbe quattro giornate in meno, liberando energie fisiche e mentali che potrebbero aiutare i club a tornare protagonisti in Europa. Nelle 17 stagioni successive all’ampliamento a 20, le nostre squadre hanno vinto due Champions League e sono rimaste all’asciutto in Coppa Uefa/Europa League. Nei 16 anni precedenti, con il campionato a 18, avevano sollevato cinque volte la Coppa Campioni e ben otto la Coppa Uefa, tralasciando le tre Coppe delle Coppe (competizione cancellata nel 1999). I tifosi possono iniziare a sognare mesi di maggio scoppiettanti con gli spareggi scudetto e magari le italiane di nuovo habitué delle finali europee. 

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