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Udogie, la classica operazione da Udinese: Gotti spera di replicare il colpaccio Molina

Forza e acerbo le parole che meglio descrivono l’ex veronese considerato in prospettiva uno dei migliori esterni italiani

UDINE. Quando chiedi informazioni su di lui le parole più usate sono tre: forza, acerbo e tecnico. Lui è Destyn Udogie, diciannove anni da compiere il prossimo 28 novembre. Gino Pozzo e Pierpaolo Marino sono andati a prenderlo al Verona dove aveva il contratto in scadenza nel 2022: prestito con obbligo di riscatto fissato a poco più di 2 milioni. Insomma, la classica operazione da Udinese capace di giocare d’anticipo sia sulla società di proprietà che non gli ha rinnovato il contratto, sia sulla concorrenza (sulle sue tracce c’era l’Atalanta, non esattamente una società qualunque). Pozzo, grazie anche ai buoni uffici con Stefano Antonelli, procuratore del ragazzo, è riuscito a portarlo in Friuli e state sicuri che tra tre anni il giocatore sarà uno dei prospetti più interessanti nel suo ruolo.

Già, il ruolo. Ma qual è la posizione in cui Udogie si trova meglio in campo? Lo scorso anno Juric lo ha schierato sia da terzino sinistro sia da centrocampista centrale nel suo 3-4-2-1. Non sappiamo quali siano i piani di Gotti, che prima di scegliere il vestito giusto per l’Udinese dovrà attendere il completamento della rosa, ma sia che il tecnico decida di restare ancorato al 3-5-2 sia che decida di passare alla difesa a quattro è la fascia la zona nella quale Udogie riesce a esprimersi al meglio. Quindi nel 4-2-3-1 andrebbe a fare l’esterno basso, mentre con la difesa a tre verrebbe dirottato sulla mediana a coprire tutta la fascia oppure andrebbe a fare il centrale di sinistra ruolo che lo scorso anno si sono palleggiati Nuytinck e Samir.


«È un giocatore che conosco – ha spiegato il primo giorno del raduno ai microfoni della tv del club il tecnico Luca Gotti –. Ha un grande potenziale, ma ricordiamoci che in serie A ha giocato appena cento minuti». Acerbo, quindi, per ritornare alle tre parole che meglio lo descrivono. Ma anche dotato di una forza fisica fuori dal comune qualità che nel calcio di oggi è indispensabile se si vogliono raggiungere alti livelli.

Il fatto di aver comunque annusato la serie A lo aiuterà nel cammino che intraprenderà con l’Udinese. Nell’amichevole con il Bjlie non è stato impiegato, sabato nella sfida in famiglia durata un’oretta è stato tra i più convincenti specialmente dalla metà campo in avanti e domani nel test con lo Sturm Graz sarà sicuramente tra gli osservati speciali dei tifosi curiosi di vederlo all’opera con un avversario di pari livello.

Dicono che Nuytinck, a meno di clamorosi colpi di scena futuro capitano bianconero, l’abbia già preso sotto la sua ala protettrice. Gotti, da parte sua, non vuole mettergli fretta ma è evidente che si auguri che il suo progetto di crescita segua gli stessi ritmi di Molina. Un anno fa, di questi tempi, l’argentino era considerato un giocatore interessante al quale bisognava dare un po’ di tempo per ambientarsi. Nahuel ci ha messo appena sei mesi per ritagliarsi un posto da titolare (ad altri è servito un po’ di più anche nella paziente Udine) e stare certi che Gotti e la società metterebbero la firma perché Udogie maturasse in maniera altrettanto rapida. Per l’Udinese significherebbe avere un titolare in più in tempi relativamente brevi, per il calcio italiano uno dei migliori esterni del futuro. Sedici presenze nell’Under 17 azzurra, quattro nell’Under 18 e altrettante nell’Under 19 qualcosa vorranno pur dire. E chissà che giocando in serie A non arrivi in anticipo la chiamata dell’Under 21.

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