Da Buja a Venezia per accogliere Milan: «Così mi fate piangere come sul podio»

VENEZIA. Una cinquantina di tifosi da Buja in bus, mamma Elena e papà Flavio in testa. Il fratello Matteo non vede l’ora di abbracciare il fratello. Jonathan Milan è ancora sul volo da Roma quando la festa è già iniziata nel parcheggio dell’aeroporto di Tessera.

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Salame, formaggio, birra a fiumi. Mamma Elena rifinisce i dettagli della festa in paese di stasera con il vicesindaco ed europarlamentare Elena Lizzi, mentre Marco Zontone, assessore e amico di famiglia chiama i primi brindisi.

L'inseguimento su pista, l'ultimo giro e la vittoria: Milan racconta tutto in friulano

«Oro Milan, oro Milan» è lo slogan. Spuntano Andrea Botter di Azzano Decimo e Leonardo Pasqual di Pramaggiore; Milan col quartetto ha battuto a 70 all’ora il record del mondo sui 4 km, loro, amici ed ex compagni di squadra alla Sacilese, hanno risposto con un altro primato: l’apertura del primo fan club.

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Arriva nonna Marcella, la nonna materna e si va, l’aereo sta per atterrare. Nel parcheggio altri tricolori. Per chi siete qui? «Francesco Lamon», la risposta. Un altro moschettiere. Via tutti ad abbracciare gli eroi. Dalla porta scorrevole degli arrivi spunta Johnny ed esplode la festa. Mamma Elena lo stringe forte, lui piange, mostra la medaglia, ringrazia. «Così mi fate piangere come sul podio». E poi via uno spuntino e a Buja. In pullman tra la sua gente. Perché i bujesi fanno così. Festa al loro eroe per almeno 23 ore di fila.

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