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Pordenone, 31 anni fa l’ultima partenza choc e la stagione finì con una retrocessione

PORDENONE. Il Pordenone, come ogni club, ha attraversato nella sua storia momenti di difficoltà. Ma il periodo che sta vivendo ora non lo incontrava da 31 anni. Bisogna andare a ritroso e arrivare sino alla stagione 1990-1991 per vedere i ramarri cominciare il campionato con tre sconfitte di fila. Era il torneo di Promozione: allora la squadra era caduta con Manzanese (4-1), San Daniele (1-0) e Itala (1-0).

Adesso il club milita in serie B – vale comunque la pena sottolineare la differenza di “pianeta” – ed è scivolata al cospetto di Perugia (1-0), Spal (5-0) e Parma (4-0). Doveroso ricordare che è necessario invertire la rotta al più presto, anche perché al precedente di inizio anni ’90 si associa un brutto epilogo. Al termine dell’annata sportiva, infatti, la società scese in Prima categoria.

Era un’altra epoca, sia chiaro. Allora il Pordenone era in declino. Arrivava da due retrocessioni di fila (dalla C2 alla D, dalla D alla Promozione) e con “Bum-Bum” D’Antuono al comando si viaggiava verso un ulteriore declassamento, poi avvenuto. Adesso chi conduce la società, Mauro Lovisa, ha tutt’altro spirito.

Dall’Eccellenza l’ha portata sino in serie B. E ha dimostrato di voler risolvere subito la situazione, cambiando allenatore. Non solo: dopo il ko col Parma l’indomani era già al De Marchi stare vicino al gruppo. Certo è che la statistica non va sottovalutata, anzi. Dice che l’ultima volta in cui i ramarri hanno perso le prime tre partite, al termine del campionato hanno perso la categoria.

Una simile partenza si è verificata altre due volte: nella stagione 1932-1933 (Prima divisione) e nella stagione 1950-1951 (Lega Nord “Promozione”). Una volta, quella più lontana nel tempo, il team chiuse al 13º posto e venne riammessa l’annata successiva. L’altra chiuse poi il torneo al secondo posto. Quest’ultimo precedente lascia ben sperare.

Retrocedere, e quindi tornare in Lega Pro, sarebbe tragico, non solo per gli investimenti fatti dalla proprietà. Una volta caduti in serie C è difficilissimo tornare tra i cadetti: servono ulteriori sacrifici (a fronte di minori entrate) e non è detto che si conquisti subito la promozione, anzi. Per questo, nelle rimanenti trentacinque partite, bisogna fare di tutto per cambiare la rotta.

Mister Rastelli, chiamato a sostituire Paci, per quanto il risultato rimediato al Teghil con gli emiliani lo penalizzi, ha già dimostrato di aver leggermente cambiato la situazione. La squadra non è ancora… squadra, ma sta lavorando per diventarlo. Ci sono diversi aspetti da sistemare, anche dal punto di vista tattico; serve scoprire ulteriormente il potenziale di alcuni calciatori ma la strada imboccata, perlomeno dal punto di vista dell’atteggiamento, sembra essere quella giusta.

Certo è che, non sempre ci potrà essere il Parma, “questo” Parma, di fronte: va sottolineato che tra gli emiliani giocavano elementi come Buffon, Danilo, Schiattarella, Vazquez, Mihaila, dei top per la categoria, di fronte a cui il Pordenone di adesso avrebbe potuto fare bene poco. Lovisa ha detto che da sabato, dalla trasferta di Cittadella, comincia il campionato dei ramarri. Se lo augura, perlomeno, e con lui tutti i tifosi. —


 

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