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Che notte al Friuli: Udinese-Napoli vale il primo posto

Dopo i risultati a sorpresa della domenica Spalletti può prendersi la vetta solitaria, ma anche per i bianconeri una vittoria significherebbe l’aggancio a Inter e Milan

UDINE. Vale il primo posto. Non solo per il Napoli che, espugnando il Friuli, potrebbe schizzare in vetta da solo, complici i risultati della domenica. Vale il primo posto anche per l’Udinese, dopo aver salvato la ghirba contro la Juventus, dopo aver battuto in successione Venezia e Spezia, non senza sofferenze, ma sfruttando al massimo la compattezza tattica, un 3-5-2 che ormai è una sicurezza, la forza di un gruppo che è un mix di esperienza e gioventù, ingredienti che Luca Gotti sta shakerando con l’equilibrio di un barman. Già, l’equilibrio: è l’ingrediente che non dovrà mai mancare stasera, basta guardare la lezione che ha subito il Bologna – che ha 7 punti come l’Udinese – contro l’Inter.

Le scelte


Pereyra sottopunta, come si dice in gergo per raccontare di un trequartista alle spalle di un centravanti, o due attaccanti? Ruota tutta attorno questa domanda il progetto tattico dell’Udinese che dovrà fare i conti anche con il turno infrasettimanale e il successivo impegno interno tutto nell’arco di sei giorni, complice questo posticipo del lunedì.

Chiaro che Gotti non potrà amministrare le forse della sua rosa – o meglio, dei suoi titolarissimi – con il bilancio del farmacista, si farà trasportare nelle sostituzioni anche dal momento, dal risultato, dalle contingenze agonistiche, ma già adesso si può immaginare che qualche calcolo va fatto. Per esempio, Pereyra stavolta potrebbe partire a centrocampo con Deulofeu accanto a Pussetto in attacco, di modo che giovedì sera i due si potrebbero dividere il compito in attacco con uno dei due in panchina all’inizio.

Vedremo la scelta del tecnico di Contarina, di sicuro con la qualità di Pereyra in mediana Gotti potrebbe permettersi per esempio un Makengo a chiudere il cerchio attorno al “volante” Walace, un’opzione che vedrebbe Arslan di riserva, sempre nell’ottica di una sorta di turnover ragionato (e tutt’altro che esagerato).

Non dovrebbe cambiare l’assetto della difesa, invece: ci sono poche variabili a Becao, Nuytinck e Samir. E la gerarchia sulle fasce è altrettanto chiara, soprattutto con il pieno recupero di Stryger Larsen, titolare della corsia mancina, mentre Molina agirà sull’altro lato.

I pericoli

Vale la pena, tuttavia, dare un’occhiata nella trincea altrui. Perché il Napoli ha assenze, ma anche potenzialità offensive da valutare con attenzione, in virtù di quel “tridente” alle spalle del centravanti Osimhen: Politano, Zielinski e Insigne a ridosso dell’area non solo il massimo della vita per una squadra che è abituata chiudersi a riccio per poi ripartire. Parola d’ordine: attenzione massima. D’altra parte non potrebbe essere diversamente per una partita che vale il primo posto. —
 

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