Ecco tutti i difetti dell’Udinese e Pereyra chiede scusa ai tifosi

Troppi alti e bassi nei 90’: così spesso resta spalle al muro. L’argentino dopo l’espulsione con il Bologna: «Ho sbagliato»

UDINE. Lo spirito, la garra, insomma quella voglia di «non mollare mai» intonata spesso dalla Curva Nord e che domenica ha portato alla rimonta col Bologna, la terza partita rimediata con un pareggio dopo quelli acchiappati con Juventus e Sampdoria, non basta più.

All’Udinese serve dell’altro, si chiama continuità di alto rendimento, e Luca Gotti lo ha fatto capire senza giri di parole “a caldo” nel dopo partita, mentre ieri uno dei suoi leader silenziosi, il “Tucu” Roberto Pereyra, ha voluto ammettere le proprie responsabilità scusandosi per essersi fatto espellere, e lo ha fatto con un post su Instagram a commento di una foto a mani giunte: «Ho sbagliato e mi prendo le mie responsabilità come dev’essere».

In una sintesi di massima, logica vuole che l’espulsione di Pereyra, e la conseguente inferiorità numerica dal 38’ del primo tempo, sia associabile allo svantaggio poi maturato, ma in realtà l’Udinese ha poi giocato meglio in dieci nella ripresa che a ranghi completi nel primo tempo.

E allora dove sta il difetto, al di là dell’elogio («Complimenti a la squadra avete guadagnato un punto troppo importante in 10 contro una squadra difficile») che il “Tucu” ha riservato ai compagni nel finale del suo post?

A Gotti spetta l’ardua sentenza, ma i numeri possono già aiutarlo a trovare una delle risposte, a cominciare dalle sei partite, sulle otto fin qui giocate, in cui l’Udinese è andata sotto nel punteggio.

Non saranno le otto su otto del Genoa, ma l’80% dei bianconeri è una percentuale inaccettabile, specie per una squadra che non ha nelle corde la rimonta completa, come Lazio e Inter che ne hanno vinte tre dopo altrettanti svantaggi.

L’Udinese, invece, ha ottenuto solo tre pareggi, rimontando da 0-2 con la Juve, lo 0-1 col Bologna e il 3-2 alla Sampdoria, dopo che la Zebretta era andata al riposo a Marassi sul 2-1 a proprio favore.

Nessun punto è stato poi conquistato con Napoli, Roma e Fiorentina, e forse non è stato un caso che le uniche vittorie siano arrivate contro Venezia e Spezia, là dove Nuytinck e compagni non hanno subito il primo schiaffo.

La tendenza quindi è negativa e preoccupa soprattutto se comparata al trend della gestione Gotti, uno storico caratterizzato dai soli 17 punti portati a casa nelle 43 partite in cui la “sua” Udinese si è trovata sotto nel punteggio (non solo dopo aver subito il primo gol, ma anche dopo essere passata in vantaggio) nell’arco della gara, a cominciare proprio da quel Genoa-Udinese 1-3 del novembre 2019, in cui il Grifone passò a condurre.

Quella fu la prima delle 75 partite filate in A con Gotti al timone, e da allora l’Udinese ha vinto solo 3 volte una partita in cui si è trovata sotto. Un altro dato su cui riflettere sono i parziali, là dove l’Udinese ha fin qui totalizzato 12 punti nei secondi tempi in 8 giornate (l’anno scorso erano stati 41). Peccato, dunque, che spesso le partite siano state compromesse prima del riposo. 




 

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