Messaggio di Tedino ai tifosi del Pordenone: «Salviamoci tutti assieme»

Il nuovo tecnico presentato martedì: «Mi sembra di non essere mai andato via». Il Pordenone deve lasciare l’ultimo posto prima possibile: «Daremo il 101%»

PORDENONE. Vuole riportare la gente allo stadio, ma è consapevole che dovrà essere la sua squadra, fornendo prestazioni coraggiose, a trascinare i tifosi a Lignano.

Assicura lavoro e impegno, oltre che grande entusiasmo. E fa intendere che sì, aveva voglia di rimettersi in gioco, ma aveva voglia di farlo soprattutto qui, dove «mi sembra di non essere mai andato via».

Si è presentato così Bruno Tedino, nuovo tecnico del Pordenone, che per la terza volta ha preso il comando del club della sua città d’adozione. Il trainer conosce i tasti da toccare per la risalita la classifica: i ramarri sono ultimi e domenica saranno ospiti della capolista Pisa.

Assieme a lui, nella conferenza stampa di presentazione, il presidente onorario Giampaolo Zuzzi e il massimo dirigente del club Mauro Lovisa. Quest’ultimo ha subito sottolineato due aspetti: che si respira un’aria diversa e che il mister, di fronte alla sua offerta, non ne ha fatto una questione economica.

«Ha detto di sì a prescindere», ha rivelato, mettendo in evidenza il desiderio del tecnico di ripartire e di farlo al De Marchi dopo l’esperienza negativa all’Entella.

«Sono convinto di aver compiuto la scelta giusta – ha continuato Lovisa –. Dovevo farla prima: con Rastelli non c’è mai stato feeling». Con Tedino, tra alti e bassi, ne ha. Ed è consapevole che l’allenatore sa gestire il suo carattere e il suo interesse nei confronti della prima squadra. «A me piacciono i confronti: se una persona è competente, non li deve temere», ha infatti risposto l’allenatore.
Proprio il mister è conscio della difficoltà tecnica della sfida. «Bisogna dare il 101%, sperando che basti – ha affermato –. Non è un’operazione semplice, ma ritengo sia fattibile.

Ho un gruppo di giocatori che può migliorare, ma tutti i ragazzi devono sentirsi protagonisti. Saranno importanti i concetti umani, non solo quelli tecnici».

Tedino, attraverso le prestazioni sul campo, vuole incidere per riportare calore attorno al Pordenone e per trascinare i tifosi allo stadio. Al momento, nella classifica legata alla media-spettatori in categoria, i neroverdi sono ultimi.

E servono anche i supporter per ottenere risultati. «La gente ci seguirà solo se noi faremo il massimo, mescolando entusiasmo, coraggio e orgoglio – ha spiegato –. La permanenza in categoria è un patrimonio per tutti e tutti assieme possiamo salvarci». Le presenze al Bottecchia, nella sua ultima esperienza in città, decollarono grazie a questi valori, oltre che in virtù di gioco e risultati.
Tedino si getta nella mischia in corsa ma, a differenza di quelle che erano le possibili alternative, conosce già i calciatori e l’ambiente. In questo modo potrà incidere più velocemente.

«Non sono abituato a subentrare, l’ultima volta l’ho fatto tanti anni fa (nel 2008, ndr). Tuttavia è come se da qui non me ne fossi mai andato – ha sottolineato –. So cosa mi aspetta, cioè tanto lavoro, ma io amo quello che faccio.

Anche i calciatori dovranno sudare parecchio. Come gli attaccanti: quelli che ho a disposizione mi piacciono tutti, ma devono credere in loro e nel lavoro. De Cenco, Strizzolo e Arma sotto la mia gestione hanno segnato molto, ma si sono dati anche parecchio da fare».

La strada è tracciata. E le premesse sembrano buone. Ora servono solo punti, perché non c’è più tempo da perdere. 


 

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