Milan con i “Fab 4” va a caccia della storia: «Non sono sazio e punto a due medaglie»

Il quartetto oro alle Olimpiadi insegue il titolo che manca da 24 anni. Venerdì l’individuale: derby stellare con Ganna in vista?

UDINE. Potere dei 21 anni, del talento, di una condizione ottima e, perché no, proprio di quella medaglia olimpica d’oro che da quel 4 agosto è come se si portasse dietro il taschino quando si allena o corre.

Chiedere a Jonathan Milan quali siano i suoi obiettivi da oggi a venerdì ai Mondiali su pista di Roubaix in Francia, nel velodromo coperto a poche centinaia di metri da quello all’aperto mitico arrivo della corsa del pavé, vuol dire avere questa risposta: «Sto bene, vengo da una stagione lunga e carica di fatiche ma anche di enormi soddisfazioni da Roubaix punto a tornare con due medaglie al collo».


Non dice il colore delle medaglie, ma Jonathan Milan da Buja, professionista della Bahrain, si presenta dalle 13 della sessione pomeridiana di oggi sul velodromo intitolato a Stablinski con una medaglia d’oro col quartetto alle Olimpiadi di Tokyo, il bronzo mondiale col quartetto e il quarto posto nell’inseguimento individuale al suo esordio sui “grandi schermi” a fine inverno 2020, appena un attimo prima del lockdown, e, da ultimo, dalla splendida e netta vittoria di due settimane fa agli Europei di Grenchen.
Quanto basta per sperare in metalli pesanti. «Il quartetto va che è un piacere – continua Milan dalla Francia reduce dalla prova generale al velodromo – per una settimana abbiamo lavorato bene al velodromo di Montichiari, anche Ganna sta bene e ha superato l’infrazione alla costola rimediata dieci giorni fa in una caduta su strada».
Milan, Ganna. Ganna, il frontman del gruppo, Milan e poi Francesco Lamon e Simone Consonni, i “fab 4” di Tokyo che dovranno vedersela con la Danimarca, sconfitta d’un soffio in quella epica finale di Izu, la Nuova Zelanda, piegata in semifinale per un nonnulla, e forse con Australia e Gran Bretagna.

Dopo pranzo le qualificazioni, stasera il primo turno: insomma verso le 21 si saprà se l’Italia domani sera correrà le finali per la medaglie e, meglio ancora, potrà puntare a quell’oro che gli azzurri non vincono dalla doppietta 1996-1997.
L’Italia per quattro volte nell’era riservata ai dilettanti (nel1966-1968-1971-1985) e due da quando possono gareggiare anche i pro (appunto 1996 e 1997) ha rotto l’egemonia di Germania, finchè era divisa sia Est che Ovest, e negli ultimi vent’anni Australia e Gran Bretagna.

Nel 1997 a Perth rovinarono la festa ai canguri Mario Benetton, Adler Capelli, Cristiano Citton e Andrea Collinelli. Ventiquattro anni dopo possono farcela i “fab 4” che, proprio a Tokyo e a 24 ore di distanza contro Nuova Zelanda e Danimarca, grazie a ultimi giri fantascientifici di TopGanna stabilirono anche il record del mondo.

Il double è alla portata, ma attenzione agli avversari, in gare in cui si va a sessanta all’ora è questione di gambe, ma anche testa. Due mesi dopo un oro olimpico la voglia di rivincita dei battuti va tenuta ben presente.
Marco Villa, il ct dell’Italia avverte:«Da campioni olimpici del quartetto dobbiamo onorare la specialità. Qui dovrò fare delle scelte per non commettere l’errore della scorsa settimana agli Europei (quando il trenino azzurro si disunì ndr). Insomma Michele Scartezzini e Liam Bertazzo, le due riserve, potrebbero anche entrare in gioco (non per Ganna e Milan), il ct può decidere fino a un’ora dalla prova. E dalle 13 si giocano tanto anche le azzurre: Balsamo. Alzini, Consonni e Fidanza cercano gloria.
E poi, venerdì, c’è l’inseguimento individuale. Milan parte dal quarto posto del 2020, ha fatto passi da gigante il 4’05” sui 4 km fatto segnare agli Europei è una garanzia. Ganna, infaticabile, punta a sfondare il muro dei 4’, una sorta di colonne d’Ercole per la specialità.

Prima di lui ci è riuscito poco dopo le Olimpiadi in altura nel velodromo di Aguascaliente in Messico il baffuto trentenne americano Ashley Lambie con 3’59”.96 contro il 4’01”934 del fenomeno azzurro a Berlino 2020. Va forte, più di Ganna, 5 mondiali in bacheca e 4 di fila e Milan, 4’05”750 agli Europei in semifinale, ma in finale avrebbe fatto meglio se non avesse raggiunto l’avversario e la corsa si fosse interrotta? Vedremo.
Una cosa è certa. Dietro Milan c’è un altro friulano che vola, il 19enne di Azzano X Manlio Moro della Zalf Fior. Jonny d’oro garantisce per il corregionale. Ammirato. «Ma quanto va forte questo ragazzo?».

Che si dia inizio alla rumba, l’ultima della stagione, con però in palio medaglie e maglie iridate.


 

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