Gotti si tiene stretto il pari con l’Atalanta: «Ma non mi accontento»

Il tecnico si gode i gol di Beto, la terza rimonta di fila e i tanti giovani protagonisti. «Devo guardare però la classifica: dobbiamo alzare l’asticella della mentalità»

BERGAMO. «Non posso accontentarmi di vedere giocare da protagonisti nel finale tre ragazzi del 2002 come Udogie, Samardzic e Soppy. L’allenatore deve guardare anche alla classifica, ai risultati». Luca Gotti chiude così il suo intervento nella sala stampa del Gewiss Stadium, dove l’Udinese ha evitato la sconfitta con un altro gol di Beto, ma dove ha anche raccolto il terzo pari di fila, arrivato dopo altrettante sconfitte, un conteggio che racconta di un’Udinese che non vince ormai da tempo.

La spiegazione

«Abbiamo perso tre partite contro avversari forti (Napoli, Roma e Fiorentina, prima dei tre pareggi, ndr), per il resto siamo stati bravi, nonostante questo sia ancora un gruppo composto da tanti giovani», aveva prima raccontato il tecnico di Contarina ai microfoni di Dazn, quasi per anticipare le possibili obiezioni legate alla classifica. In questo momento di crescita anche un piccolo passo in avanti può servire in termini di tranquillità e serenità dell’ambiente. «Il nostro obiettivo lo conosciamo bene: fin dal primo giorno di ritiro ci siamo detti della necessità e della voglia di alzare l'asticella soprattutto dal punto di vista della mentalità».

Il modulo

A livello tattico, invece, ieri Gotti ha proposto una novità: un 3-4-3 eleastico. pronto a trasformarsi in un 4-5-1 quando l’Atalanta premeva. «L’ho studiato per questa partita. Avevamo delle necessità tattiche e avevo a disposizione molti giocatori di “gamba”. Uno di questi è Molina al quale ho chiesto di giocare più alto. Durante la settimana gli ho parlato. Gli ho detto: divertiti. Perché ha dovuto pensare prima alla fase offensiva e poi a quella difensiva».

Lo svantaggio

«Siamo stati capaci di sfruttare gli spazi che l’Atalanta ci ha concesso, la gara era stata preparata così: poi se nel secondo gol prendi un gol così è logico che questo condizioni la partita». È il primo passaggio decisivo della sfida di ieri. Un’azione contestata che il tecnico bianconero ha voluto spiegare. «Il calcio è questo. È fatto di interpretazioni. Noi abbiamo visto un mezzo fallo su Udogie: pensavamo di aver diritto alla punizione, invece l’Atalanta ha sfruttato la rimessa laterale per andare in gol».

Il bomber

Anche Bergamo ha scoperto Beto. E Gotti mette un altro tassello nel mosaico dei commenti per raccontarlo meglio: «Ha caratteristiche simili a Osimhen del Napoli o ad Abraham della Roma, perché ha chili, centimetri ma sa anche andare in profondità». In tre parole: «Un attaccante moderno». 

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