Da Marano Lagunare al Santuario di Castelmonte: ecco la tappa friulana del Giro d’Italia

Presentato il percorso della carovana rosa, sconfinamento in Slovenia e gran finale in salita al Santuario

CIVIDALE. Eccolo il profilo della 19esima tappa del Giro d’Italia 2022 edizione numero 105. La Marano Lagunare-Castelmonte, una prima assoluta per entrambe le località, è stata presentata assieme alle altre tappe mosse del Giro d’Italia in attesa che, domani, mercoledì 10 novembre, la corsa rosa svelata sul web a scaglioni, si completi con i tapponi di montagna, quelli più attesi nell’edizione che dal 6 al 29 maggio porterà i corridori da Budapest, via Sicilia fino a Verona, passando per le Alpi piemontesi, la Valtellina col Mortirolo e il gran finale nella penultima tappa sulle dolomiti e in particolare sulla Marmolada, alias Passo Fedaia.

Impegnativa

Mossa, ma a dir poco impegnativa sarà la frazione friulana che avrà 3.200 metri di dislivello. Per Marano lagunare si tratta, manco a dirlo, della prima in assoluto legata al Giro d’Italia. Un bel assist per il turismo regionale grazie alla diretta tv in quasi duecento paesi del mondo. I paesaggi incantevoli della laguna, la vicina spiaggia di Lignano all’alba di una nuova stagione turistica.

“Chilometro zero”, vale a dire inizio effettivo delle ostilità, a Carlino e via verso le colline e la prima salita di giornata, Villanova delle Grotte. Il Giro torna nelle valli del Torre e del Cornappo, come il patron delle tappe friulane Enzo Cainero aveva promesso, dopo la prima nella corsa rosa slittata in autunno causa pandemia del 2020.

Stavolta la carovana punterà in Slovenia attraverso il facile Passo Tanamea e si immetterà nella valle dell’Isonzo che lascerà dopo Caporetto. Qui ecco il terzo gran premio della montagna, l’inedita per la corsa rosa salita che da Caporetto porta, via Livek, Luico, a pochi da Cepletischis e dall’Italia, in pratica sotto il Matajur, al Passo Solarie.

Si tratta di una salita di oltre 10 km caratterizzata, dopo il piccolo paesino sloveno, da punte di pendenza superiori al 10 per cento. Il finale, costeggiando le trincee della grande Guerra in uno scenario che fu teatro della rotta di Caporetto nell’autunno del 1917, sarà di grande suggestione. Da un lato i corridori, probabilmente i protagonisti di una fuga da lontano, a darsi battaglia, sotto la valle dell’Isonzo. Poi la carovana, in una tappa che non supererà i 180 km, rientrerà in Italia per il gran finale nelle Valli del Natisone. Stregna, San Leonardo in discesa fino a Cividale, spettacolare passaggio in centro, Natisone superato sul Ponte del Diavolo e via con la salita finale al Santuario.
 

La palestra dei ciclisti friulani

Castelmonte, la via tradizionale da Carraria è un po’ la salita simbolo per i cicloturisti friulani, zona Udine. Con i suoi 9 km, il tratto in contropendenza prima di Mezzomonte che rende bugiardi i nemmeno 500 metri di dislivello, è una ascesa dal grande fascino. Il Giro quella salita l’ha percorsa in discesa all’inizio della Udine-San Daniele, una delle due tappe friulane dalla corsa rosa dell’autunno 2020, poco più di un anno fa. Inutile dirlo: immaginarsi imprese di grandi firme su quella salita è praticamente impossibile, è troppo facile per fare selezione, ma probabilmente sarà decisiva per lanciare chi tra i probabili fuggitivi vincerà la frazione.

I big? La maglia rosa? Penseranno alla Marmolada il giorno dopo. Al Santuario, però, sarà spettacolo, oltre alla solita vagonata di pubblicità per il frequentato luogo di culto e la vicina Cividale, sempre più città a vocazione turistica grazie all’inserimento nel circuito Unesco.
 

I corridori 

Siamo in novembre, per i corridori è questo il tempo delle vacanze, ma anche quello di iniziare a pianificare gli obiettivi della prossima stagione. Visto il percorso, quella disegnata da Enzo Cainero e dai suoi collaboratori, su tutti il suo “cartografo” l’osovano Vincenzo Candoni, pare la tappa ideale dal corridore in fuga per eccellenza, l’esperto 35enne bujese Alessandro De Marchi della Israel e per l’altro friulano il 26enne codroipese della Bora Hangrohe, Matteo Fabbro, sempre che quest’ultimo, come accaduto nell’ultima corsa rosa, non sia destinato al suo team alla guardia dell’uomo di classifica.
 

21 tappe in 21 giri 

Si vedrà, fatto sta che il 27 maggio 2022 in Friuli andrà in scena la ventunesima frazione della corsa rosa nelle ultime ventuno edizioni. Un piccolo-grande record per una piccola regione a nord est come il Friuli Venezia Giulia.

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