Arslan resta ancora un punto di domanda: il centrocampo dell’Udinese dipende da lui

Il turco, reduce da un problema muscolare, è tornato in gruppo, ma Gotti vuole valutarlo bene in vista della gara a Torino

UDINE. Calzamaglia nera e guanti d’ordinanza inclusi nel kit d’allenamento. Così vestito Tolgay Arslan si è ripresentato ieri in gruppo agli ordini di un Luca Gotti che aspettava proprio qualche cenno dal centrocampista turco, reduce dal problema muscolare al quadricipite destro accusato prima della sosta col Sassuolo, prima di decidere la “vestizione” tattica dell’Udinese, sempre più proiettata alla trasferta di lunedì sera a Torino.

Dal recupero, o meno, di Arslan, potrebbe infatti dipendere la scelta del modulo, e quella che all’apparenza potrebbe sembrare un’esagerazione, perché legata a un solo uomo in grado di far cambiare idea a un allenatore, in realtà è una precisa contingenza legata all'effettiva disponibilità in mediana, reparto nevralgico in cui l'Udinese lamenterà due assenze certe a Torino: la prima è relativa alla squalifica di un interno di centrocampo come Jean Viktor Makengo, fattosi espellere per doppia ammonizione col Sassuolo, mentre la seconda riguarda invece un esterno come Jens Stryger Larsen, destinato a vivere da “separato in casa” le prossime settimane, a meno che non si decida a firmare il rinnovo.


Il conto porta quindi a un “meno due” che, tuttavia, potrebbe essere ritoccato al ribasso, specie se Arslan non darà precise garanzie di affidabilità e durata.

Gotti, infatti, vuole testare il turco di allenamento in allenamento, per capire se i nove giorni di riposo e di lavoro differenziato, seguiti al dolore al quadricipite destro che comportò la sostituzione forzata al 16' col Sassuolo, abbiano influito, o meno, sulla condizione atletica di un giocatore propenso già di suo a calare di rendimento nell'arco dei 90’.

Il tutto, ricordando poi la prospettiva di vivere una partita molto intensa lunedì sera, sotto il pressing del Toro, caro allo Juric-style.

Ecco perché il tecnico deve ancora decidere il modulo, una scelta che al momento sarebbe dettata dai due soli centrocampisti centrali (Walace e Jajalo) a disposizione, più quel “mezzo Arslan” che potrebbe aumentare la disponibilità.

Giocare a tre, là in mezzo, oppure “a due”, con due esterni? Questo è il punto in casa bianconera, là dove Gotti ha messo altra carne al fuoco aggiungendo la suggestione di un Roberto Pereyra arretrato davanti alla difesa “alla Redondo”, come proposto e provato sabato scorso nel test contro il Koper Capodistria, affrontato col 4-2-3-1.

Intanto ieri Nacho Pussetto e Samir si sono allenati in gruppo per il secondo giorno consecutivo. Ricordiamo che Pussetto è reduce da un'infiammazione al ginocchio destro e che Samir è rientrato dalla distorsione alla caviglia destra. 


 

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