Brutta botta, ora l’attesa per la prossima sfida è febbrile

Di sicuro, per un’oretta intera o quasi, Torino e Udinese non hanno dato vita alla partita che ci si aspettava alla vigilia. In effetti niente gioco elaborato, pochi duelli uno contro uno a tutto campo, scarsa intensità pur in presenza di notevole agonismo. A lungo la gara è stata caratterizzata da un calcio che possiamo definire di “vecchia maniera”, lanci lunghi dalle retrovie a cercare gli attaccanti, con i centrocampisti a vedersi superati dalle parabole aeree senza potersi inserire nella costruzione del gioco.

Il Torino ha avuto il merito di sbloccare la situazione con il gol di Brekalo e Silvestri bloccato da una scivolata fatale, poi ha serrato le file, affidandosi spesso ai rilanci del suo portierone Milinkovic Savic bravo coi piedi a costringere i centrocampisti a farsi venire il torcicollo per seguire sempre e solo le parabole aeree.


Proprio su una di queste chilometriche battute del portiere granata il “Gallo” Belotti – molto più in gamba delle attese – ha anticipato l’olandese Nuytinck offrendo a Brekalo la possibilità di tirare, senza che qualche altro giocatore friulano si prendesse la briga di ostacolarlo almeno un po’.

L’Udinese, incapace di organizzare una manovra accettabile, ha in pratica regalato al Toro anche il secondo gol, prima con una colossale sciocchezza di Molina, poi sul conseguente angolo , con un assurdo flipper in area senza che qualcuno sapesse calciar via il pallone. Gotti allora ha finalmente preso atto che così non poteva andare avanti e ha ritoccato la squadra, mettendola coi quattro difensori, avanzando Pereyra, inserendo Forestieri, in gol su punizione, e Samardzic al posto degli inconcludenti Pussetto e Deulofeu. Dentro anche Arslan e Soppy.

Il finale è tutto bianconero, ci sono alcune ghiotte opportunità, ma Milinkovic Savic se l’è cavata alla grande. Il pareggio sarebbe stato anche meritato dall’Udinese, i numeri sono stati tutti a suo favore, tranne – ahimè – gli unici che contano veramente, quelli dei gol fatti e subiti.

Una brutta botta non solo al morale che rende febbrile l’attesa per la sfida di domenica prossima al Friuli con il Genoa, nel giorno dei festeggiamenti allo stadio dei Rizzi per i 125 anni di vita della società.

Ripetutamente Gotti ha detto che le gare che restano prima di Natale dovrebbero consentire, visto il calibro delle avversarie, un congruo avanzamento in classifica. Attenzione però che anche quella con il Toro era considerata da vincere o, almeno, da non perdere. —

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