L’Udinese e le sei punte: il problema di Gotti ora sarà scegliere bene

Il tecnico bianconero ha problemi di abbondanza nel reparto avanzato. Con i cinque cambi può essere decisivo anche chi parte dalla panchina

UDINE. «Questo ce l’ho», si diceva un tempo sfogliando le figurine dei calciatori, con la colla adesiva che restava tra le dita.

Il profumo rievocato è di un tempo lontano, ma la conta è sempre attuale e la fanno tutti gli appassionati, dagli allenatori ai tifosi che s’immaginano la partita anche attraverso i volti dei giocatori a disposizione.

Ebbene, quel «ce l’ho» Luca Gotti lo sta ripetendo da giorni nella sua personale conta degli attaccanti disponibili, al punto che se volesse potrebbe rimettersi a giocare con le figurine, avendoli tutti e sei tutti abili e arruolabili (e avremmo potuto inserire nella lista anche Samardzic).

Sì, la cavalleria pesante dell’Udinese è pronta e non c’è che da scegliere tra Beto, Deulofeu, Success, Pussetto, Forestieri e Nestorovski.

Roba da fare invidia a uno Spalletti che per tre mesi dovrà fare a meno di Osimhen, a Pioli che ha appena perso Giroud, a Colantuono che non ha potuto schierare Ribery e soprattutto al collega genoano Andriy Shevchenko, che da ex attaccante di grandissimo livello sa bene quanto conti avere le punte per organizzare il gioco, per cambiarlo, e specialmente per risolvere le partite.

Il Grifone, invece, a Udine si presenterà senza quel Mattia Destro che ne ha già segnati sei in questa stagione, e senza l’ex laziale Caicedo e senza Kallon, con i soli Pandev e Ekuban.
Gotti parte quindi con un vantaggio chiamato attaccanti, che nel calcio però non sono sinonimo di gol.

Anzi, più di una volta il tecnico di Contarina ha bacchettato chi gli faceva notare che il numero delle occasioni da rete create (gol compresi) non erano direttamente proporzionale agli attaccanti impiegati.

Tuttavia, è innegabile che a questo punto, dopo il ko di Torino, l’onere della prova sarà tutta a carico di un Luca Gotti chiamato a vincere per confezionare col fiocco il regalo da tre punti che la società si aspetta per il compleanno, ed è innegabile che avere a disposizione sei attaccanti, da spalmare anche a partita in corso coi cinque cambi, rappresenti un vantaggio.
La prima mossa, quindi, spetta al tecnico e consisterà nel timing delle scelte, con i probabili Beto e Deulofeu da sguinzagliare subito, al di là del modulo.

Che si giochi con la difesa a quattro (come sembra), o a tre, l’importante sarà segnare almeno un gol più del Genoa, concetto che ribadimmo anche prima del Sassuolo, e che poi trovò conferma negli sviluppi.

Intanto Gotti parte da quota 11, che sono i gol finora portati in dote solo dai suoi punteros utilizzati; quattro gol Beto, tre Deulofeu, due Forestieri e uno a testa Success e Pussetto.

All’appello manca Nestorovski, che è da poco rientrato dopo i sei mesi di stop seguiti al crociato, e da cui Gotti lo scorso anno trovò profitto, con reti decisive (Torino e Fiorentina). L’attaccante della Macedonia del Nord poi sarà carico a molla, sapendo che nei prossimi mesi potrà riconquistarsi il posto per sfidare da titolare l’Italia.
Detto dell’unico attaccante che deve ancora esordire in questo campionato, vale la pensa ripassare l’argenteria, lustrando le qualità di un Beto che domani Gotti userà ancora come “apriscatole” per scardinare la probabile difesa “a cinque” di un Genoa che si sta preparando a giocare col 3-5-2, la stessa partita in cui è rimasta in parità per 82’ con la Roma.

Deulofeu è carico, ne ha segnati 3 (tutti al Friuli contro Juve, Venezia e Sassuolo) e al momento è una garanzia.

Ma se qualcosa non funzionasse, Gotti potrebbe puntare anche sulle motivazioni di un Isaac Success che forse si è chiesto perché non sia stato impiegato a Torino.

Il nigeriano ha segnato il gol flash col Verona e fatto a sportellate con Atalanta e Inter.

Pussetto è in cerca di minuti e gol dopo lo sballottato rientro di Torino seguito a tre settimane di stop, e poi c’è quel Fernando Forestieri che con le due reti segnati in sole tre presenze, ha una media da “scarpa d’oro” con una gol segnato ogni 25 minuti. 


 

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