Contenuto riservato agli abbonati

Il Pordenone si è riacceso ma ora serve una svolta

Non c’è tempo per pensare al pari-beffa di Frosinone, martedì arriva l’Alessandria. Tedino ha ridato convinzione al gruppo, recuperando giocatori prima ai margini

PORDENONE. Mantenere l’ottimismo dopo il pari-beffa di Frosinone è difficile: neppure dopo la miglior prestazione stagionale il Pordenone ha conquistato la prima vittoria.

Anzi, sono stati raggiunti al 96’ dopo un’ingenuità evitabile. Eppure è dalla prestazione che si deve ripartire in vista di martedì, quando a Lignano arriverà l’Alessandria.

La squadra di Moreno Longo è la prima delle due formazioni che ora disputerebbe i play-out. Dista dieci punti dal Pordenone: serve accorciare il distacco a sette lunghezze.

VIVO

Mauro Lovisa l’aveva detto: «Calcisticamente parlando, non siamo morti». I suoi l’hanno dimostrato allo “Stirpe”, dove nonostante l’emergenza - sei giocatori assenti - hanno tenuto testa al Frosinone, team con un organico di primissimo livello.

Sono andati due volte in vantaggio, hanno tenuto botta nonostante l’inferiorità numerica: più di un mese fa una partita del genere i ramarri non l’avrebbe giocata.

Mister Tedino ha riacceso il gruppo, gli ha dato nuovi valori tecnici, tattici e morali: si vede che i calciatori sono con lui e lo seguono.

Manca qualcosa dal punto di vista della qualità, è innegabile. E alcune ingenuità vengono tuttora commesse. Però è altrettanto vero che non sempre si affronta un top club come quello gialloblù, con sei attaccanti extra-lusso per la B (Canotto, Novakovich, Garritano, Cicerelli, Ciano e Charpentier).

Per quanto sia in salute, perché arriva da due vittorie di fila, l’Alessandria attesa al Teghil è un rivale più abbordabile.

RIGENERATI

Tedino, dopo i 90 minuti di Frosinone, sottolineava con orgoglio alcuni giocatori recuperati.

Ha ragione, perché - anche complice l’emergenza - si sono visti dall’inizio per la prima volta in stagione sia Perri sia Butic, tenuti in precedenza ai margini.

Il terzino, pur con l’errore su Tiburzi in occasione dell’1-1, ha spinto sulla sinistra, ha salvato un gol nel primo tempo, ha dimostrato di avere personalità.

Ha fatto vedere, in altre parole, che valeva la pena ingaggiarlo dal Ravenna. L’italo-croato, pur lontano dall’essere al top, in un’ora di gioco ha confermato quanto possa essere incisivo. Aveva anche trovato la rete, poi annullata.

Anche lui, come Perri, rappresenta un’intuizione del club. Adesso bisogna sostenere questi calciatori, arrivare “vivi” a gennaio e affiancare poi loro alcuni elementi di grande qualità per la categoria.

Per questo motivo la partita con l’Alessandria risulta fondamentale, ancor più di quella di due giorni fa con il Frosinone.

Anche perché poi, all’orizzonte, dopo il Benevento (4 dicembre), ci sono Cosenza (11 dicembre) e Crotone (18 dicembre): altri due scontri salvezza.

Video del giorno

Stefano, vita da crossdresser: "Sono padre, marito, eterosessuale e mi vesto da donna"

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi