Certo la strada è lunghissima, ma il Pordenone può sperare

La vittoria con l’Alessandria ha regalato oltre ai punti altre note positive. Classifica non impossibile, difesa “in risalita”: ora serve però la continuità

PORDENONE. La strada è ancora lunga, perché quello compiuto due giorni fa è solo il primo passo.

Tuttavia il Pordenone, ieri, si è risvegliato come sognava di fare da tempo. Cioè con una vittoria in tasca. I tre punti conquistati con l’Alessandria, i primi della stagione raccolti tutti assieme, hanno ridato il sorriso e riacceso l’entusiasmo in casa neroverde.

La prestazione è stata positiva e, per la prima volta, Perisan alla quindicesima gara di campionato ha festeggiato un clean sheet. Non solo: la classifica si è accorciata e i play-out, ora, non sono più un’utopia.

La partita con i piemontesi era da “all-in”: ora o mai più. In caso di sconfitta, infatti, i ramarri sarebbero scivolati a tredici lunghezze dai rivali e dagli spareggi-salvezza.

Al di là delle parole di circostanza, un margine davvero troppo ampio da colmare. Il match valeva tutto e anche per questo motivo, come ammesso dallo stesso mister Tedino, all’inizio la squadra era tesa e non riusciva a esprimersi.

Eppure, nonostante l’avvio fosse stato di marca Alessandria, il Pordenone è uscito, ha trovato il gol dell’1-0 con Pinato, ha saputo soffrire nel primo tempo e nella ripresa ha disputato un ottimo incontro, legittimando l’affermazione col 2-0 di Folorunsho, calciatore ritrovato come tanti altri grazie al lavoro dell’allenatore.

Il Pordenone non è più la peggior difesa in campionato in solitaria: già questo è un passo in avanti. Con i tre gol subiti dal Benevento, il Vicenza ha fatto compagnia ai friulani (30 centri incassati), rimasti dall’altra parte col peggior attacco (12 centri realizzati) ma a una sola rete di distanza dal Crotone. Non è da trascurare neppure il clean sheet di Perisan.

Per quattordici match di fila, quindici compreso quello giocato in Coppa Italia con lo Spezia, il portiere aveva raccolto almeno un pallone finito alle sue spalle.

A Lignano, due giorni fa, no e ha pure compiuto interventi di importanza capitale: per lui un’altra prestazione di spessore dopo quella col Frosinone, andata a chiudere definitivamente il periodo difficile vissuto nei match con Como, Cremonese e Brescia.
La squadra ha raggiunto in classifica il Vicenza – non è più ultima da sola, dunque – ed è arrivata a un punto dal Crotone, gruppo che affronterà sabato 18 dicembre dopo aver affrontato il Benevento (tra due giorni) e il Cosenza, team quest’ultimo che ora giocherebbe i play-out con l’Alessandria (sabato 11): nelle prossime tre settimane c’è in ballo tanto e il gruppo può arrivarci ancora “vivo”.

Decisamente rivitalizzato, deve adesso continuare a tenere il piede pigiato sull’acceleratore e, sbloccatosi in casa, deve farlo ora in trasferta, dove l’affermazione manca dallo scorso 9 febbraio (3-1 al Mazza con la Spal). La partita di Benevento può sembrare proibitiva, ma l’incontro col Frosinone ha insegnato che i punti possono essere conquistati in ogni campo: allo Stirpe il Pordenone ha sfiorato la vittoria in inferiorità numerica.

Sarà difficile mantenere la tensione alta, ma non ci sono alternative. Il tempo perso è stato parecchio. I punti da recuperare sono tanti, ma ora la squadra intravede qualche luce rossa delle rivali in fondo al tunnel 


 

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