I giovani vanno di moda eppure all’Arteniese fa gol l’esperto Marcuzzi

Il fisioterapista, tutto studio e pallone, racconta i collinari Nei tre gironi comandano Teor, Azzanese e Cormonese

udine

C’è una doppia “G” che sta per “gruppo e giovani”, e sta facendo la fortuna di molte squadre in Prima categoria. Dallo scintillante Teor capolista del girone B, al comando dopo 9 vittorie consecutive, all’Azzanese e alla Cormonese, al vertice rispettivamente nei gironi A e C, tutte stanno evidenziando il mix gruppo-giovani. Anche ad Artegna e Ragogna stanno risalendo la china con queste forze dopo avere provato le difficoltà di un apprendistato necessario.




È così che è arrivata all’exploit l’Arteniese di Ivan Veritti, che ne ha fatti addirittura sette a Gonars, trovando in Davide Marcuzzi l’uomo della differenza. L’esperto bomber classe ’87 ha siglato una tripletta, e ieri ci ha spiegato i segreti di questa Arteniese.

«Questa squadra è una famiglia, un gruppo di amici dal primo all’ultimo, e c’è il piacere di andare a fare allenamento insieme. Adesso stiamo raccogliendo i frutti della conoscenza, che è reciproca, visto che col nuovo mister Veritti stiamo imparando molto. Cominciamo ad avere gli automatismi giusti e si vede», dice l’ex bomber della Buiese, l'uomo che firmò la prima coppa regione dei “torelli” segnando il gol vittoria nella finale con la Gradese nel 2016, giocata con un piede fratturato.

Non male per uno del mestiere come lui, considerato che Davide è diventato fisioterapista dopo l’università. Fu la scelta che gli fece decidere il futuro, tentato dal mondo del professionismo che ha intravisto all’Udinese Primavera, e la carriera poi intrapresa. Insomma, la sua è una bella storia davvero. «Ho scelto lo studio e una squadra vicino a casa, il Tricesimo in Eccellenza – ricorda oggi –, prima dei due anni a Rivignano, dei 10 anni a Buia con in mezzo la Gemonese. Qui ad Artegna sono alla quarta stagione e c'è una grande famiglia, col presidente Marangoni che mi ha convinto col suo discorso».



L'altro fattore vincente sono i giovani, e a Ragogna ne sanno qualcosa, come spiega il tecnico Michael Pascuttini.

«Sta pagando il duro lavoro fatto da agosto. Abbiamo una squadra molto giovane e in un anno e mezzo che siamo rimasti fermi abbiamo svolto un grande lavoro sulla parte tecnica e atletica. Avevamo il problema del gol, ma ora abbiamo trovato la quadra. I ragazzi non riuscivano a credere alle loro qualità». —



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