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L’obbligo è ripartire da quel primo tempo

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ROMA. Alla fine non ha avuto ragione il radiocronista Rai Giuseppe Bisantis che, nel presentare la sfida dell’Olimpico, aveva definito l’Udinese «un avversario non di primissimo piano oggi per la Lazio».

Non sarà di primissimo piano l’Udinese, anzi nella ripresa ha fatto vedere delle ingenuità colossali, ma ha dimostrato di avere carattere da vendere non mollando la presa del manubrio fino all’ultimo degli otto minuti di recupero concessi dall’arbitro. Non è guarita la squadra di Gotti, se possibile nella ripresa all’Olimpico ha fatto vedere quanto di peggio possa fare una squadra (regali in occasione dei gol laziali, ingenuità folle di Molina nel farsi espellere quando la sua squadra era da poco in superiorità numerica), ma almeno adesso può ripartite da quel primo tempo giocato divinamente all’Olimpico, con un centravanti come Beto da leccarsi i baffi e una spalla adeguata come Success oppure con un Gotti che aveva imbrigliato a dovere il suo ex capo allenatore al Chalsea con tanti saluti con il classico “fuoco amico” in società che, sentendo puzza di bruciato per il mister, si era subito premurato di riemergere e saltare dalla parte dei “forcaioli”.

Va detto, l’onestà intellettuale viene prima del risultato di una partita di calcio. S’è salvata l’Udinese all’ultimo secondo possibile col siluro di Arslan. Avesse perso la beffa avrebbe avuto conseguenze incalcolabili, una botta psicologica mica da ridere alla vigilia di una fase decisiva della stagione, la testa dell’allenatore inevitabilmente concessa ai falchi che in società lo vorrebbero a casa da mesi. Invece no, corbellerie a parte, che non vorremmo facessero parte ormai del Dna di una squadra, la pagnotta la truppa bianconera se l’era meritata con quel primo tempo.

Inutile girarci tanto attorno: riparta da lì la squadra di Gotti per costruire un percorso tranquillo e magari limare quegli errori che ieri, per poco davvero, sarebbero costati carissimo. Il carattere dei giocatori c’è, il talento anche manca sì qualcosa a centrocampo, ma ci si può lavorare. A patto che finiscano i regali. Al più presto

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