«Serve un’Udinese compatta e gagliarda e spero che Deulofeu possa dare di più»

MASSIMO ODDO. L’ex giocatore della Lazio e allenatore bianconero gioca d’anticipo il match di stasera all’Olimpico 

L’INTERVISTA



I cinque anni da calciatore alla Lazio e i cinque mesi vissuti da allenatore dell’Udinese, a cavallo tra il 2017 e il 2018, legano Massimo Oddo a una sfida che per lui non sarà mai banale. Lazio-Udinese ben si presta, quindi, all’analisi del tecnico abruzzese, focalizzato sulla stretta attualità di una partita che il doppio ex legge anche attraverso il filtro della storia recente dei due club.

Oddo, che confronto vedremo all’Olimpico?

«L’Udinese ha bisogno di fare punti e la Lazio di riprendersi dopo la brutta sconfitta di Napoli, ma al di là delle rispettive esigenze, il vero presupposto sarà il coraggio, specie quello dei giocatori, oltre a quello dei tecnici, perché alla fine sono sempre i giocatori a scendere in campo».

Restiamo sul tema: il coraggio di Sarri?

«Quello delle idee, che sono completamente diverse dal suo predecessore Inzaghi. Sappiamo tutti che le idee di Sarri sono difficilmente assimilabili rispetto a un tecnico più pragmatico, quindi ci vuole del tempo».

Pensa che Gotti stia dimostrando più coraggio o insicurezza con i frequenti cambi di modulo?

«Non credo mai nell’insicurezza di un allenatore, perché tutto ciò che sceglie è per il bene della squadra per farla rendere al meglio. Si cercano delle soluzioni diverse per uscire da un’impasse e purtroppo il giudizio che ne consegue è filtrato dai risultati: se vince è stato un fenomeno e se perde lo si accusa di andare in confusione. Poi è logico che molto dipende da come un tecnico cerca le sue soluzioni, ma è anche vero che chi non osa non sbaglia mai».

Che Udinese si aspetta all’Olimpico?

«L’Udinese non ha le individualità della Lazio, quindi me l’aspetto gagliarda e compatta, pronta a interpretare una partita da squadra quadrata, e spero che Deulofeu possa dare qualcosa di più».

Altri possibili protagonisti?

«Per la Lazio i soliti Immobili, Luis Alberto, Pedro e Milinkovic Savic, per l’Udinese Molina, un giocatore che mi piace moltissimo. Assieme a Deulofeu e Pereyra è uno che può spostare gli equilibri, e a proposito va detto che l’assenza di Pereyra è pesante».

Il giudizio sull’Udinese?

«A me non piace giudicare il lavoro dei colleghi, ma si vede che Gotti ha saputo dare un taglio ben preciso a questa squadra che sulla carta non ha problemi per salvarsi perché potenzialmente superiore a tante altre. Forse le manca qualche giocatore italiano che conoscendo la cultura del nostro calcio può anche aiutare il tecnico nelle difficoltà».

Oddo, c’è una nuova tendenza relativa al gioco in serie A?

«Si sta andando verso l’orientamento “gasperiniano” con l’accettazione dell’uno contro uno, stile di gioco che richiama al coraggio di osare e sono contento che squadre come Verona e Empoli, tra le piccole, stiano emergendo». —



Video del giorno

Metropolis/13 Live Speciale Quirinale - Salti di fine stagione. Con Corrado Augias e Stefano Folli

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi