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Apu, si rivede Cortese e stavolta c’è il pubblico: «Da voi sono stato bene, ma non ha funzionato»

Riccardo Cortese in occasione della presentazione al Carnera

UDINE. Guarda un po’ chi si rivede. Domenica 5 dicembre a Udine arrivano gli Stings Mantova capitanati da quel Riccardo Cortese che i gradi li indossò anche all’Apu nella travagliatissima stagione 2019/20, poi interrotta dalla prima ondata Covid.

L’ala emiliana arrivò in Friuli nell’estate del 2018: doveva essere la stella della squadra, invece brillò a intermittenza e nel dicembre 2019 arrivò la risoluzione del contratto. Per lui, domani, ci saranno motivazioni extra.

Cortese, torna a Udine da ex, per la prima volta con il pubblico sugli spalti. Che accoglienza si aspetta?

«Domanda interessante. A qualcuno avrò lasciato un ricordo positivo, ad altri meno: sono curioso di vedere come andrà. All’Apu ho vissuto un anno e mezzo particolare, le aspettative erano alte e non sono state rispettate. Per quanto mi riguarda posso dire di essere stato benissimo a Udine».

La sua avventura all’Apu è finita male. Rimpianti?

«Sicuramente ce ne sono, qualcosa non è andato per il verso giusto. Per quanto riguarda il mio percorso, ho avuto diversi infortuni che mi hanno frenato. C’è stato un susseguirsi di risultati che hanno portato a questo, fa parte del nostro lavoro».

Da allora all’Apu c’è stata una rivoluzione in società. Cosa ne pensa?

«Essendo andato via, non mi sono informato sulle problematiche dirigenziali. È una cosa che non i compete».

Qual è la prima persona che andrà a salutare domani al Carnera?

«Forse Pellegrino, ma anche Nobile, “Martello” e il fisioterapista Lanza. Tutti quelli che sono rimasti da allora».

Quando andò via, la fascia di capitano passò ad Antonutti, che domenica non giocherà per il lungo stop causato dal Covid. Che messaggio manda al “Cigno” di Colloredo?

«Se sarà al palasport vuol dire che sta meglio e sarò ben contento di salutarlo e chiedergli com’è andata. Stiamo parlando di qualcosa che va aldilà del basket, la salute è al primo posto».

Che le pare di questa Apu?

«Secondo me è la più squadra più attrezzata di tutta la serie A2 per profondità, staff e talento. È completa in tutti i reparti, meglio anche di Cantù e Torino. Domani sarà una partita tosta».

I “suoi” Stings non vincono da oltre un mese. Che succede?

«È un periodo sfortunato. Siamo partiti bene, vincendo quattro gare di fila. Poi abbiamo peccato un po’ di presunzione, ci sono stati vari infortuni e un po’ di sfortuna: un mix che ci ha portato a cinque stop di fila. La sconfitta di Cantù, da +20 al 30’, ha avviato un calo psicologico».

Udine e Mantova si sono già affrontate in Supercoppa. Cos’è cambiato da allora?

«Noi abbiamo un Thompson in più, un giocatore vitale. A settembre l’Apu era molto più pronta. Ora è senza Antonutti e a volte gioca con due lunghi. È tutto diverso, ma per vincere dovremo essere quasi perfetti».

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