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Quei pazzi quattro minuti che possono cambiare la stagione dell’Udinese

UDINE. Sono stati quattro minuti (3’ e 46’’ per la precisione) folli, probabilmente irripetibili, gli ultimi di Lazio-Udinese. Proteste di qua, proteste di là, ammonizioni, gol, esultanze, accenni di rissa, espulsioni, giocatori in campo con il cellulare acceso. Cose mai viste, materiale per girare un film.

Andiamo a riviverlo nella speranza che quei quattro giri di lancette possano rivelarsi la svolta della stagione per l’Udinese. Il cronometro segna 96’28” quando l’arbitro Piccinini, che ha dato 7’ di recupero, fischia la punizione per il fallo di Zaccagni su Soppy, sul quale incentrerà le sue riflessioni nel post partita il tecnico laziale Sarri, sostenendo che l’irregolarità era stata subita dal suo giocatore. Le immagini dicono esattamente il contrario, ma non è questo il particolare che ci interessa. Piuttosto fa specie verificare che la punizione verrà calciata esattamente 1’50’’ dopo, ovvero al minuto 98’18’’.

Il motivo? La Lazio, con Immobile in prima fila, reclama una punizione a suo favore, l’Udinese chiede di verificare la posizione del contatto sospettando che sia avvenuto all’interno dell’area di rigore. I più accesi nelle proteste sono lo stesso Soppy e Nuytinck che arriva qualche secondo dopo su indicazione della panchina. Samir, ma lo scopriremo solo dopo il gol, è in panchina con un cellulare e ha rivisto le immagini (cosa vietata a quanto ci risulta).

Inequivocabile il labiale di Piccinini: «É fuori, è fuori», ripete mentre alza il cartellino giallo sotto il naso di Soppy. Finalmente Forestieri calcia. Tutti si aspettano il cross in area e invece l’argentino serve al limite Arslan che disegna la parabola vincente: 4-4.

ANSA

Il turco corre ad esultare verso la metà campo inseguito sia dai compagni che erano in campo sia da quello che erano fuori e sullo slancio arriva quasi di fronte alla panchina laziale. Walace, che per tutta la gara ha ricevuto cori razzisti, si lascia scappare un gesto provocatorio verso la panchina della Lazio che, al completo, schizza in campo. Si apre un parapiglia che ricorda un po’ quello dello del 29 aprile del 2012 quando al Friuli Pereyra segnò il 2-0 con i giocatori della Lazio che si erano fermati scambiando un fischio arrivato dalla tribuna per quello dell’arbitro. Walace viene espulso, Samir, avvolto nel suo piumino nero, viene ripreso con in mano il cellulare mentre torna verso la panchina.

Quando Piccinini fa riprendere il gioco il cronometro dice 100’ e 10’’. Due secondi dopo fischia la fine. Evidente l’intento dell’arbitro di far riprendere il gioco con il solo scopo di separare fisicamente le due squadre. Per fortuna dal triplice fischio in poi succede poco e niente. L’unico “fumantino” è Soppy. In due lo prendono sottobraccio e lo accompagnano verso il tunnel per evitare una spiacevole coda. Del resto, quello che era già andato in onda, bastava e avanzava.

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