Pordenone, quel minuto choc che manda a monte il colpaccio

Butic illude, quindi il black-out e due gol del Benevento in un amen. Decisive ora le prossime due sfide con le calabresi

Bruno Oliveti / BENEVENTO

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. A Benevento, contro una delle squadre più forti della serie B, il Pordenone non solo non sfigura, ma va vicino al colpaccio. Controlla le sfuriate dei giallorossi in avvio, li ingabbia, li punge e li colpisce inesorabilmente. Poi, però, accusa un “black-out” di quelli che sono costati sinora tanti, troppi punti, e consente alle “Streghe” di rimontare e continuare a lottare per la promozione.


Un brutto passo indietro per i ramarri dopo la tanto attesa vittoria con l’Alessandria, ma “solo” in chiave risultato. Non resta che proseguire sulla strada intrapresa. Cruciali per sperare nella salvezza saranno le prossime due sfide alle calabresi, Cosenza a Lignano e Crotone in trasferta, dirette rivali, pure loro sconfitte in questa 16ª giornata, così come il Vicenza, che quindi non è scappato. Le leggerezze, però, non saranno più ammesse.

Tre novità nell’undici di Tedino rispetto a quello vittorioso con l’Alessandria: El Kaouakibi torna terzino destro, Bassoli un po’ a sorpresa rimpiazza Barison al centro della difesa e Kupisz fa la mezzala (fuori Zammarini). Nel Benevento c’è il grande ex Vogliacco, assieme a compagni di alto valore, come Acampora, Roberto Insigne e Lapadula, solo per citarne alcuni.

Inizio subito aggressivo del Benevento, immediatamente all’assalto. Dopo un paio di corner conquistati, arriva la violenta conclusione di Ionita che trova pronto Perisan. Risponde poco dopo Folorunsho, rasoterra a lato di poco. Ma il break non placa la furia delle “Streghe”, che va vicino al gol anche con Improta, sinistro neutralizzato nuovamente dall’estremo neroverde. Anche in questo caso la reazione è immediata, ma Cambiaghi “liscia” una palla molto ghiotta a pochi metri dalla porta.

Al Vigorito i padroni di casa giocano bene, con trame rapide e veloci e una facilità ad arrivare al tiro piuttosto preoccupante per i neroverdi, i quali comunque confermano di avere svoltato sul piano del gioco e dell’intensità, rimanendo coraggiosamente alti per pressare gli avversari sulla loro trequarti ed esibendo una buona tenuta difensiva. Col passare dei minuti il Pordenone prende campo e fiducia, affacciandosi più spesso dalle parti di Paleari, specie in ripartenza, anche se forse non con la dovuta velocità.

Qualità che non manca all’ottimo Cambiaghi al 7’ di un secondo tempo apertosi sulla falsariga del primo, quando conquista un grande pallone anticipando Elia su un passaggio corto in uscita di Vogliacco, fugge verso il fondo prendendo alla sprovvista la difesa locale e crossa per l’accorrente Butic il quale, dall’altezza del dischetto del rigore, al volo col mancino spiazza Paleari per il suo primo centro stagionale.

Il Pordenone prova a serrare le maglie per difendere il vantaggio, ma poco dopo il doppio cambio di Caserta, Di Serio per Acampora e Brignola per Improta, il Benevento la ribalta in un amen sfruttando due indecisioni difensive dei ramarri: al 17’ un difettoso rilancio di Falasco su corner favorisce la botta di Elia, che dal limite dell’area lascia di stucco l’immobile Perisan. Meno di un minuto dopo il Benevento ruba un pallone sulla propria trequarti, Lapadula scappa di fisico sulla corsia mancina e mette in mezzo proprio per Di Serio, che anticipa tutti e sigla il 2-1.

Un rigore assegnato e poi tolto dal Var e una bella chance sottoporta per Folorunsho sono le ultime fiammate del Pordenone e neppure gli ingressi di Sylla, Ciciretti e Tsadjout riescono a cambiare più l’inerzia del match. —

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