Nuovo protocollo e dubbi dell’Udinese «Non ci fossero portieri che succede?»

La Lega “benedice” le nuove regole, ma il dt Marino fa preoccupare i tifosi in vista della gara con la Juve attraverso i social

UDINE

Nel giorno della “benedizione” del nuovo protocollo da parte della Lega serie A, riunitasi in videoassemblea, da casa Udinese nessun dispaccio ufficiale tranquillizzante sul numero dei giocatori positivi, solo un dubbio che preoccupa non poco in vista della gara di domani sera all’Allianz Stadium di Torino, contro la Juventus. Lo ha alimentato il dt Pierpaolo Marino: «Nel caso che nei negativi della rosa non ci fossero portieri, cosa succede?». Questo il testo di un post affidato a Twitter, social che il direttore dell’area tecnica utilizza con parsimonia, un particolare che chiarisce il livello di importanza che l’argomento ha per l’Udinese.


Bisogna sottolineare, infatti, che non sono mancate le assenze nel reparto in occasione della discussa gara con l’Atalanta, quella sbloccata dal Tar dopo tre giorni di stop agli allenamenti imposto dall’Asl e nonostante i 12 positivi alla vigilia. Tra gli assenti il titolare Marco Silvestri, ma anche il terzo portiere Antonio Santurro che di solito si alterna in panchina con Matteo Carnelos, classe 2003 che però fa parte della Primavera ma, evidentemente anche lui fuori gioco la scorsa domenica, visto che come riserva è stato inserito nella lista un altro 18enne, Edoardo Piana, mentre il campo è andato il secondo Daniele Padelli.

Inutile dire che, dopo le esternazioni di Marino, bisogna augurarsi che – in attesa delle auspicabili “guarigioni” dei colleghi, in particolare del titolare Silvestri – Padelli sia preservato dal contagio. A livello di dibattito, invece, bisogna sottolineare che le risposte sotto il post del dirigente bianconero non sono mancate. E a chi gli ha chiesto la proposta da inserire nel nuovo protocollo, Marino ha risposto in modo secco: «Almeno un portiere da mandare in campo che non sia un Primavera».

Al di là delle proiezioni sulla formazione in vista della Juventus, dunque, l’Udinese sta proseguendo quella che è una battaglia nella definizione degli organici dai quali attingere, un particolare non di poco conto, alla luce anche del nuovo protocollo che necessita del “timbro” del Cts dal punto di vista del parere medico, ma che deve anche definire cosa significa il sottoinsieme del “gruppo atleti” all’interno del più ampio “gruppo squadra”, del quale fanno parte anche gli staff fin dalla fine del primo lockdown, quello del 2020. In poche parole, l’Udinese è per escludere i Primavera che costantemente non fanno parte della prima squadra, oltre agli infortunati di lungo corso (Pereyra nel caso dei bianconeri).

Su questo dovrà intervenire necessariamente la Lega serie A che nel suo primo protocollo non faceva distinzione di “categoria” 13 giocatori tesserati tra cui almeno un portiere da pescare tra i nati dal 2003 in giù. Ieri, dopo l’assemblea, il commento del presidente Paolo Dal Pino non è stato tecnico: «La direzione intrapresa è quella giusta, ci attendiamo che anche il Cts abbracci la nostra visione per uniformare le decisioni delle Asl territoriali ed arrivare nel più breve tempo possibile a un chiaro quadro applicativo». —



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