Pordenone, parla Lovisa: «Tornati a onorare la maglia, ora recuperiamo il tempo perduto»

Il presidente ritrova l’entusiasmo dopo la vittoria a Perugia. «Primi segnali già con il Lecce. La salvezza? Lottiamo, crediamoci» 

PORDENONE. «Ora recuperiamo il tempo perduto». È un Mauro Lovisa decisamente rincuorato quello risvegliatosi dopo la vittoria di Perugia, la seconda stagionale.

La situazione resta disperata in chiave salvezza, ma adesso, se non altro, c’è qualche motivo concreto per provare a crederci davvero. «Avevo già visto nella partita col Lecce – afferma – segnali positivi: non è facile in inferiorità numerica tenere sul filo del rasoio una squadra del genere, siamo stati bravi a resistere e per poco al 90’ Bassoli non ha segnato il gol del pareggio.

È vero che il Lecce ha meritato, ma sarei stato curioso di vedere come sarebbe andata in undici contro undici».


Dopo le avvisaglie, il ritorno alla vittoria.

«A Perugia per la prima volta non abbiamo incassato gol fuori casa, è un molto significativo. Sono contento perché c’è stata una scossa, ha inciso molto l’arrivo, anzi il ritorno, di Gavazzi. Con la sua forza e la sua esperienza è un giocatore fondamentale, non ce ne saremmo mai privati se non avesse avuto l’anno scorso l’operazione al tendine. Sono davvero felice che abbia recuperato e sia potuto tornare. Appena ritroverà completamente la condizione si rivelerà ancora più importante».

Insomma c’è motivo per essere ottimisti.

«Finalmente torno a vedere una squadra che onora la maglia, quello spirito che ci ha sempre accompagnato negli ultimi dieci-dodici anni e ci ha portato a certi risultati. Era una cosa che avevamo perso, un po’ per colpa di qualche scelta sbagliata, un po’ a causa di alcuni infortuni. Forse si era semplicemente chiuso un ciclo, cose che capitano nel calcio».

Quindi avanti tutta. La rivoluzione di mercato pare essere servita ...

«Sono convinto che adesso siamo pronti per recuperare il tempo perduto. Questo dev’essere il nostro motto. I nostri cinque giocatori di riferimento saranno i protagonisti della ripartenza: Stefani, Barison, Bassoli, Pasa, lo stesso Gavazzi, elementi di qualità a livello tecnico e morale, che hanno molto da insegnare ai tanti giovani della nostra squadra. Anche loro saranno decisivi, ne sono convinto. Del resto il nostro allenatore, Bruno Tedino, è a mio avviso uno dei migliori in circolazione nel lavoro con i giovani. Più gliene metti a disposizione e più è contento. Però devono essere forti… Ecco perché nel mercato di “riparazione” abbiamo puntato molto sui talenti emergenti».

Avete stilato una tabella? Che cosa serve fare per centrare la salvezza?

«Nessuna tabella, affrontiamo una partita alla volta, concentrandoci sempre sulla prossima. L’importante sarà arrivare alla fine del campionato senza rammarichi e rimpianti, consci di avere fatto e dato tutto».

E se poi si retrocede? Molti tifosi temono che Lovisa in quel caso possa mollare tutto…

«Non vedo per quale motivo, io non mollo proprio niente. Ho già rimarcato più volte che per una piazza come Pordenone giocare in C non sarebbe disdicevole, anzi, rimarrebbe una cosa straordinaria. Per cui saremmo pronti a rimboccarci le maniche e a provare a tornare in B. Adesso si è anche riaperto il dialogo con il Comune per la questione del nuovo stadio, ci incontreremo a breve. Quello sarebbe un altro passo fondamentale». 


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