Martelossi non si fida di Chiusi e avverte l’Apu: «Dovremo avere il massimo rispetto»

.Alberto Martelossi si confronta con coach Matteo Boniciolli durante una gara al Carnera © Foto Petrussi

Il direttore tecnico bianconero analizza l’avversario che attende Udine in gara uno della semifinale play-off in programma domenica sera al Carnera

UDINE. Prossima fermata: Chiusi. Sale a ritroso lo Stivale, la banda del West, nel tentativo di portare l’A1 in Friuli. Da San Severo, così, i ragazzi di coach Boniciolli faranno tappa in Toscana. È infatti un’altra formazione proveniente dal Girone Rosso a frapporsi lungo la strada dei bianconeri verso la promozione. Primi due match in casa, a cominciare da domenica 22 maggio, di sera, poi il trasferimento in provincia di Siena. Là dove il San Giobbe ha steso Treviglio, mercoledì, nella resa dei conti di gara 5.

Ma andiamo con ordine… «Perché – spiega il direttore tecnico dell’Apu Alberto Martelossi – c’è in primis da fare i conti coi primi due match. La formula di questi play-off, infatti, con due partite casalinghe immediate, a primo acchito può sembrare un vantaggio, ma in realtà nasconde un tranello. Servirà stare molto attenti». Guai, insomma, a ritenere il fattore campo un dogma, una verità inconfutabile.

Specie quando si ha di fronte una squadra galvanizzata, leggera. Stanca sì per le fatiche compiute nei quarti, ma al tempo stesso desiderosa di continuare a stupire. «È vero che Chiusi viene da una serie durissima – rivela il dt bianconero –, ma è altrettanto vero che arriverà qui senza pressioni, con l’entusiasmo per l’accesso in semifinale». E la fame di chi assapora un grande risultato. «Nei loro confronti non dovremo portare soltanto rispetto, ma dovremo avere un timore ragionato: una forma di rispetto che non deve tramutarsi in paura».

I friulani, dopotutto, hanno già affrontato e sconfitto Chiusi. In Coppa Italia, come dimenticarlo. Quarti di finale, per la precisione: 75-63 il punteggio di allora. «Li incontriamo però durante un periodo diverso della stagione: quello di coppa penso sia stato il nostro miglior momento. Anche se, va detto, la nostra è stata sin qui un’annata molto omogenea. Ad ogni modo, occorre riparametrare il tutto nell’ottica dell’attuale momento: tanto da un punto di vista fisico, quando da un punto di vista mentale».

Antonutti e compagni, a tal proposito, si approcciano alla serie forti delle difficoltà sormontante con successo nel soggiorno pugliese a domicilio di San Severo. «Benedico tutto quel che è successo là nel corso di quei giorni. Qualsiasi risultato otterremo a fine stagione, sarà il frutto di quanto passato a San Severo».

Gli infortuni, il pubblico avverso: «Abbiamo avuto un concentrato di difficoltà importante. Ma l’unione di intenti avuta nel superare assieme ogni difficoltà ci ha fornito il miglior bagaglio per il nostro futuro».

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