Ganna super star in Friuli: passa come un bolide tra i vigneti delle Valli

Vola a 52,7 km/h di media, battuti Cattaneo e Affini. Ora punta al giallo al Tour de France De Marchi sesto

SAN GIOVANNI AL NATISONE. Orario infelice, caldo da far paura, organizzazione volonterosa ma rivedibile, da sagra paesana o poco più, ma, signori, Filippo Ganna è Filippo Ganna e ha nobilitato alla grande i campionati italiani di ciclismo a cronometro di San Giovanni al Natisone, che si sono chiusi ieri con le tre prove clou, quella degli under 23, dei professionisti e delle donne.

Si può far correre una cronometro del genere alle 14.30 del pomeriggio, con il campione del mondo in carica, il top dei top mondiali della specialità e la crema degli specialisti del Belpaese, senza nemmeno uno straccio di diretta tv? Si promuovono così ciclismo e territorio? Carlo Pali, sindaco di San Giovanni al Natisone, appassionato di ciclismo, lo si vede a un miglio, allarga le braccia. «Quel che potevamo l’abbiamo fatto, certe cose non competevano a noi, ma al comitato organizzatore, certo è che avere qui la crema del ciclismo italiano ci inorgoglisce».

Già, la crema del ciclismo italiano e pure a dieci giorni dall’inizio del Tour, che partirà dalla Copenaghen con la cronometro di 13 km, che la maglia iridata Ganna ha nel mirino dallo scorso autunno, quando cioè la Grande Boucle 2022 è stata svelata.

Grande prova al Delfinato, con Wout Van Aert sconfitto, richiamo di preparazione in altura e via alla conquista della sua terza maglia tricolore.

Gli avversari? Tosti sui 35 km piattissimi sulla direttrice San Giovanni-Cividale con l’Abbazia di Rosazzo unico dente nel finale.

Il tempone lo fa Matteo Cattaneo (Quickstep) dopo 18 km, resta incollato a Ganna a solo 4”, più staccato Edoardo Affini (Jumbo) a 24”, poi il campione uscente Matteo Sobrero (Bike Exchange) e il friulano Alessandro De Marchi (Israel). Ma TopGanna aumenta nel finale è chiude in 40’29”10 alla media di 52.760 km/h. Cattaneo arriva a 36” («sono andato forte, ma con uno così è dura», spiega rifocillato dal massaggiatore Yankee Germano), Affini a 50”, De Marchi sesto a 2’01 («per come era il percorso è andata benino dai», ha detto). Ganna? Rulli defaticanti, antidoping, premiazioni. Autografi? Selfie? Pochi. «Venite voi sennò a fare il test Pcr martedì in Danimarca prima del Tour, qui in giro sono tutti senza mascherina!», ha detto. Eccolo là in un amen trovato il vero avversario di ieri, e di questi giorni, del fuoriclasse di Verbania. Mascherato, col gel per disinfettarsi le mani a portata come tutti i suoi colleghi che si giocano la stagione in questo periodo, sta cercando di evitare un contagio da Covid che sarebbe beffardo. Vuole la maglia gialla d’inizio Tour. Ieri, dopo che era toccato inaugurarla al Giro di Svizzera ai compagni di squadra della Ineos Geraint Thomas e Daniel Martinez, anche lui ha usato la “Bolide F”, il gioiellino che Pinarello gli ha costruito apposta per il Tour e il record dell’ora che proverà a battere a fine agosto. «È sempre bello vincere il tricolore, ora avrò una settimana per rifinire la preparazione. Sono andato bene anche se, reduce dall’altura, ho sofferto il caldo e sul percorso non sono riuscito a trovare i rapporti adatti», ha detto. Lo chiamano per le premiazioni. Il pubblico al velodromo lo acclama. Per Ganna i tifosi sono arrivati. Risuona l’inno di Mameli. Versione rivedibile. Per fortuna che c’eraTop Ganna, va.

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