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Parla Gigi De Agostini: «Le soste sono sempre un rebus ma l’Udinese sa come rispondere»

Il doppio ex guarda alla sfida di lunedì a Verona: «Bilancia dalla parte dei bianconeri che si stanno riconfermando»

STEFANO MARTORANO
2 minuti di lettura

Gigi De Agostini con Zico

 

Sognava l’Udinese in Europa quando i derby triveneti contro il Verona li giocava a fianco di Zico negli Anni 80, e la sogna di nuovo oggi da semplice appassionato bianconero, convinto che l’Udinese in “versione deluxe” fin qui ammirata da tutta Italia possa ambire davvero a traguardi prestigiosi. A quattro giorni dall’attesa sfida del Bentegodi, là dove indossò la maglia gialloblù nella stagione 1986 -’87 una volta lasciata la Zebretta, è un doppio ex come il friulano Gigi De Agostini a “fare le carte” a un derby che tra i molti temi proporrà anche l’interrogativo della sosta come possibile e ulteriore insidia per un'Udinese che troverà un Verona pronto a giocare anche per il futuro in panchina del suo allenatore Gabriele Cioffi.

De Agostini, l’Udinese riprende la sua corsa da Verona. La sosta campionato può averle spezzato il ritmo?

«Speriamo di no, ma il rischio c’è. Da ex giocatore ritengo che per l’Udinese sarebbe stato meglio affrontare il Verona sulle ali dell’entusiasmo dopo il netto successo ottenuto sull’Inter. La sosta è sempre un rebus, ma in questo caso al Verona può avere permesso di ritrovarsi, all’Udinese di avere rifinito il lavoro impostato, ma in realtà può rivelarsi più un punto interrogativo per i bianconeri che arrivano da cinque successi di fila».

Per l’appunto, le due squadre arriveranno al derby triveneto partendo da presupposti completamente differenti....

«La bilancia pende dalla parte bianconera proprio perché l’Udinese ha cominciato il campionato riprendendo il ritmo e l’andamento avuto nella seconda parte della scorsa stagione proprio con Cioffi, si sta riconfermando e quindi sa come rispondere, mentre il Verona si è molto indebolito con le partenze di Simeone, Barak e Caprari».

Ha citato Cioffi, già messo “sulla griglia” dal suo presidente a Verona...

«Personalmente credo che Cioffi sia attualmente ingiudicabile, sia per i risultati ottenuti in Friuli, sia per il mercato del club. Non credo che nell’accettare il Verona Cioffi avrebbe pensato a un ridimensionamento del genere, con alcuni dei pezzi migliori venduti al suo arrivo».

Per contro, Sottil all’Udinese è stato appena eletto allenatore del mese in serie A.

«Se lo merita perché ha trasformato l’Udinese in una squadra che adesso non è più attendista ma che aggredisce alto e non si accontenta solo di portare a casa il risultato, ma vuole vincere. Questa si chiama mentalità ed è una delle prerogative più importanti e tra le più difficile da acquisire».

Quale aspetto tecnico o tattico va rimarcato in questa Udinese?

«La capacità di esaltare tutti, perché se l’Udinese ha fatto questi risultati lo deve anche ai panchinari che sono determinanti. La rosa è ben formata e noto una fusione importante tra giocatori giovani ed esperti, quindi il complesso funziona. In una squadra ci vuole sempre qualcuno che abbia esperienza, che faccia da guida».

Uno su tutti è Roberto Pereyra?

«Sì, ma anche Deulofeu. Entrambi possono dare e stanno dando molto. Due giocatori così sono necessari anche per giovani come Udogie, che è si sta confermando dopo la vendita al Tottenham, e tutti i nuovi che puntano a emergere».

Il suo pronostico sulla sfida al Bentegodi e la stagione bianconera?

«Pronostico difficile perché non si può mai sapere, il Verona poi giocherà anche per il suo allenatore, ma l’Udinese parte favorita. Sulla stagione dico che è giusto sognare l’Europa e che bisogna approfittare della situazione per cercare anche qualche titolo come la coppa Italia. Se batti squadre come Roma e Inter nessuno dorme sogni tranquilli dovendo affrontare l’Udinese».

I suoi ricordi dei derby triveneti?

«Li ho giocati da ambo le parti e sono sempre state partite molto combattute. Ricordo quelli giocati con Zico, quel clamoroso cinque a tre per il Verona al Friuli, poi riscattato dal cinque a uno per l’Udinese l’anno dopo. Poi andai all’Hellas, arrivammo in Europa con Bagnoli al timone e io spiccai il volo per la Juventus e la Nazionale».

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