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SERIE A

L’Udinese riprende gli allenamenti «ma con il Mondiale e senza le partite è difficile»

Claudio Bordon, il preparatore atletico dell’era Guidolin con un passato all’Inter e in Russia, spiega le incognite in casa bianconera

STEFANO MARTORANO
2 minuti di lettura

UDINE. L’Udinese che si rimette al lavoro venerdì 25 novembre, dopo 12 giorni di vacanza, dovrà aspettarne altri 40 prima di tornare a giocare per i tre punti, alla ripresa del campionato che vedrà i friulani ospitare l’Empoli al Friuli il 4 gennaio.

La lunga sosta quindi è ancora ben lontana dal suo epilogo e soprattutto porta con sé tutta una serie di interrogativi e timori legati alle condizioni di forma in cui si ripresenteranno le squadre.

Preoccupazioni che l’Udinese non deve avere, almeno stando al parere di un preparatore atletico esperto del settore come Claudio Bordon, ex Inter, Parma e Palermo che a Udine ha scritto pagine di storia lavorando con Francesco Guidolin, e che ha analizzato per filo e per segno i pro e i contro di questa inedita sosta invernale per il campionato italiano.

Bordon, è da inizio stagione che gli addetti ai lavori temono questa sosta. È una preoccupazione fondata?

«Sì e no, perché è innegabile che la sosta interrompa l’attività e certe abitudini, ma in Germania, nei paesi nordici e anche in Russia dove ho lavorato, la lunga sosta è una prassi. Gli eventuali problemi non sono legati alle condizioni di forma fisica, primo perché i giocatori non stanno mai del tutto fermi, e secondo perché in un paio di settimane si torna a regime, quanto piuttosto all’aspetto psicologico legato alla performance».

Può approfondire, entrando nel particolare?

«Le partite ufficiali aumentano le tensioni, portano l’adrenalina in circolo e spingono l’atleta a giocare al suo massimo livello, e tutta questa componente emotiva adesso viene sospesa per chi non gioca i Mondiali. È questo il problema di chi riprende ad allenarsi senza avere l’obiettivo di una partita ufficiale. Indire un mini torneo avrebbe aiutato senza dubbio, come possono aiutare le amichevoli di lusso. Detto questo, va anche detto finora si è giocato quasi ogni tre giorni, comprimendo le manifestazioni, e quindi la sosta è anche un vantaggio per recuperare».

È corretto pensare a una preparazione da rifare, come si usa fare in estate?

«No. Piuttosto credo che ci si orienterà sull’implementazione dei lavori individuali. Oggi gli staff sono corposi e l’assistenza che ha il calciatore è rilevante. I club sono organizzati per seguire i giocatori dal punto di vista individuale, e poi la preparazione fisica è uno dei pochi elementi che nel calcio possono essere tenuti sotto osservazione costantemente. Riassumendo, non si va incontro a un calo fisico, se si lavora bene, ma a un calo motivazionale».

L’Udinese ha scelto di restare al Bruseschi, senza svernare in lidi più caldi...

«Così hanno deciso anche l’Atalanta e la Juventus e per me è una scelta logica e migliore di chi andrà al caldo, perché poi serve sempre una settimana di riadattamento al rientro, passando da un clima all’altro, e non è il massimo. Quando ero in Russia nel Saturn era d’obbligo svernare e si andava in Turchia, dove il grande vantaggio era di poter giocare amichevoli di alto livello tra le molte squadre che avevano fatto la stessa scelta. Adesso in Italia siamo ben lontani dalle temperature rigide russe o dagli inverni di un tempo».

Bordon, ha notato un calo di recente nell’Udinese di Sottil, che a settembre sembrava incontenibile?

«No. Non ho notato nessun calo fisico, anzi, ma solo un cambiamento tattico delle avversarie. All’inizio l’Udinese è stata una sorpresa e i match analyst sanno fare il loro lavoro. Adesso chi affronta l’Udinese si rinchiude e non gioca più aperto, e per l’Udinese è una difficoltà».

Sottil sta facendo lavorare molto la squadra negli allenamenti.

«Come sempre conta come si lavora, a parte che lavorare è sempre un bene. Detto questo, credo che Sottil stia riportando la sua grinta anche in allenamento e poi anche Sottil, come molto allenatori moderni, si sono molto evoluti anche sulla preparazione grazie ai corsi di Coverciano».

Un altro aspetto è il Mondiale, là dove l’Udinese conta un solo rappresentante, il camerunense Enzo Ebosse.

«Indubbiamente è un vantaggio perché chi arriverà in fondo al Mondiale si troverà poi un carico fisico non indifferente alla ripresa della stagione. Poi va anche detto che in Qatar si giocherà in stadi climatizzati, in un ambiente molto particolare e inedito, che non è proprio il massimo».

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