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L’immensa mole di dati e immagini da satellite? Arriva un nuovo metodo di archiviazione made in Italy

Una tecnologia sviluppata da Exprivia e Sony fornirà per i prossimi 18 mesi un servizio per conservare le informazioni in arrivo dallo spazio

2 minuti di lettura

Con i loro occhi elettronici non perdono di vista nemmeno un millesimo di secondo ogni dettaglio di terraferma, mari, oceani, atmosfera. I satelliti per telerilevamento, che spesso restano operativi in orbita terrestre per molti anni, e che ci forniscono ogni giorno lo status ambientale del nostro pianeta, inviano una enorme quantità di dati e immagini. L’Europa che sin dall’inizio della sua avventura spaziale ne realizza tra i più avanzati al mondo, dispone ora di una serie di “sentinelle spaziali” nell’ambito del Programma Copernicus.

Come archiviare in modo più agevole la quantità di informazioni che giungono dalle orbite equatoriali o polari? La società Exprivia, in partnership con SONY, fornirà per i prossimi 18 mesi il servizio di archiviazione dei dati provenienti dai satelliti nell’ambito del programma “Copernicus Sentinel” realizzato dall’Unione Europea e dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea).

La gara pubblica internazionale bandita dall’ESA e vinta dalla Exprivia, riguarda il sistema Long Term Data Archive Service, per la conservazione dei dati provenienti dalle coppie di satelliti della serie ‘Sentinel 1, 2 e 3’ (realizzati anche dall’industria italiana), che monitorano l’ambiente terrestre e marino, le superfici terrestri e i loro movimenti, fornendo informazioni su inquinamento, cambiamenti climatici ed ecosistemi, oltre che mappature a sostegno umanitario in situazioni di crisi.

Il rivoluzionario sistema di archiviazione dei dati “grezzi”, captati direttamente dal satellite, utilizzerà per la prima volta in Europa i nuovi supporti ottici ODA GEN3, la terza generazione della tecnologia Optical Disc Archive di Sony, un sistema indirizzato al segmento di archiviazione a lungo termine per l’immagazzinamento dei Big Data. Grazie a ODA, per i prossimi 100 anni, infatti, un’immensa quantità di informazioni (più di 8 Petabyte a fine 2021 – Un numero di byte, le informazioni di base dei nostri PC, paragonabile ad un numero 1 seguito da 15 zeri …) provenienti dall’osservazione e dal monitoraggio della Terra, sarà conservata in dispositivi più performanti e duraturi rispetto ai tradizionali supporti magnetici.

I dati, una volta processati a livelli superiori, saranno disponibili gratuitamente per cittadini, enti pubblici e privati (tra cui Istituti di ricerca, autorità militari o governative) e imprese autorizzate che ne faranno richiesta.

Il contratto per i prossimi 18 mesi (con previsione di proroga ogni 12 mesi) ha un importo iniziale di circa 2 milioni di euro.

Il servizio di Dati Archiviati a Lungo Termine (LTA), sviluppato per la prima volta in ambito spaziale su tecnologia ottica e da un’azienda italiana, registra un flusso giornaliero di circa un Terabyte di dati per ogni satellite dai centri di “acquisizione e processamento” europei, estrae il grande flusso di dati e li archivia in modalità on-line, near-line e off-line. Una soluzione che consentirà di catalogare, controllare e indicizzare i dati, garantendone la conservazione e il recupero futuro.

“I dati grezzi acquisiti dai satelliti Copernicus”– commenta Roberto Medri, a capo del settore Digital Factory, Defence & Aerospace di Exprivia – “sono la base di tutte le informazioni provenienti dal nostro pianeta e costituiscono un patrimonio di fondamentale importanza. La soluzione ideata da Exprivia,unita alla tecnologia ODA di Sony, garantisce affidabilità e sicurezza, contribuendo alla conoscenza dei fenomeni ambientali, terrestri, meteorologici e atmosferici del nostro pianeta per i prossimi decenni. Un nuovo approccio che metterà a disposizione gratuitamente delle future generazioni informazioni utili alla salvaguardia della Terra. Questa tecnologia, dallo spazio, diventa adesso disponibile per altri contesti nel mondo IT, per la tutela di banche dati eterogenee in mercati come l’Industria, la Sanità, la Pubblica Amministrazione e il mondo bancario”. “Nel 2012 l’R&D di Sony ha introdotto l’Optical Disc Archive per l’archiviazione dei dati a lungo termine quale risultato di più di 30 anni di ricerca e sviluppo” – aggiunge Benito Manlio Mari, Country Sales Manager di Sony Professional Solutions Europe - “La soluzione ODA, basata su tecnologia ottica, ha da subito riscosso un ampio consenso da parte del mercato, grazie ad una serie di caratteristiche esclusive, quali l’altissima affidabilità, le strategie di protezione e l’accesso diretto al dato”.

Oltre a SONY, collaborano come partner strategici con Exprivia le società Retelit, per l’infrastruttura Cloud, sulla quale elaborare la grossa mole di dati da archiviare, e Mandarin (localtelco operator) che gestisce i servizi di colocation, IP Transit e Peering erogati presso il Data Center di OpenHubMed.