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Account privato di default per gli under 18, l’idea di Instagram per difendere i giovani

Novità da subito attiva anche in Italia (dove il limite di età è più alto che in altri Paesi), attesa in futuro una tecnologia che riconoscerà i profili di “adulti potenzialmente sospetti”
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Anche Instagram, come già altri social network, sta cercando di impegnarsi per rendere più sicura la vita online dei più giovani: l’ultima novità riguarda la gestione dell’account, che da questa settimana sarà privato di default per chiunque ne crei uno nuovo e abbia meno di 18 anni (in Italia, meno di 16 in altri Paesi).

Secondo quanto spiegato, lo scopo è “impedire che i giovani vengano contattati da persone adulte che non conoscono o da cui non vogliono essere contattati” e “gli account privati sono il modo migliore per impedire situazioni di questo tipo”. Infatti, gli account privati consentono alle persone di controllare chi visualizza i loro contenuti o risponde e solo i follower possono vedere o commentare post, Storie e Reel; inoltre, Storie e Reel degli account privati non compaiono nella sezione Esplora o nei risultati delle ricerche per hashtag.

Da Instagram hanno riferito che un recente sondaggio ha dimostrato che i più giovani preferirebbero questo tipo di esperienza: 8 su 10 hanno accettato l'account privato come impostazione predefinita in fase di iscrizione. Quanto ai giovani che hanno già un account (pubblico) su Instagram, verrà mostrata loro una notifica che spiega i vantaggi di un account privato e come modificare in questo senso le impostazioni sulla privacy; ovviamente non c’è alcun obbligo: i più giovani possono comunque passare a un account pubblico o mantenerlo così se già lo hanno.

Una nuova tecnologia per individuare gli “adulti sospetti”
David Kleeman, esperto di sicurezza online per i minori, ha ricordato che “anche se molte piattaforme prevedono un'età minima di 13 anni per l'iscrizione (il riferimento è probabilmente a TikTok, ndr), spesso a quell’età non si ha una completa alfabetizzazione mediatica” e che “l'account privato come impostazione predefinita per i minori di 16-18 anni incoraggia i giovani a sviluppare consapevolezza, sicurezza di sé e abilità in quanto cittadini digitali e consente di sviluppare abitudini che durano tutta la vita”.

Secondo il social network delle immagini, che fa parte della galassia Facebook, la promozione degli account privati tra i giovani sarebbe un importante passo per "evitare contatti indesiderati con alcuni adulti" e per rendere sempre più difficile per questi adulti trovare gli account dei giovani: “Abbiamo sviluppato una nuova tecnologia che ci consente di individuare gli account che hanno mostrato comportamenti potenzialmente sospetti (inteso come account di adulti che sono stati bloccati o segnalati da persone giovani, ndr), per impedirgli di interagire con gli account di persone giovani”. Grazie a questa tecnologia, “non mostreremo a queste persone gli account dei giovani in Esplora, in Reels o in Account Suggeriti”; di più: “Nel caso in cui riuscissero comunque a risalire agli account di persone giovani cercandone il nome utente, non potranno seguirli e non potranno vedere i loro commenti sotto i post altrui o commentare i loro post”.

L’applicazione di questa tecnologia è per ora limitata agli account negli Stati Uniti, in Australia, Francia, Regno Unito e Giappone, ma presto arriverà anche in altri Paesi, Italia compresa.