Sui tram il radar salva pedoni e ciclisti

Messo a punto un radar per i mezzi pubblici, un assistente alla guida elettronico che aumenta la sicurezza stradale in città

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Il Grande Fratello di Orwell è fra noi: strumentazioni di ogni tipo controllano spostamenti individuali e collettivi di persone e oggetti, con una buona parte dedicata al monitoraggio del traffico, soprattutto per aumentarne la sicurezza. Sul tema, un ruolo importante è rivestito dai radar (acronimo di RAdio Detection And Ranging), inventato durante la seconda guerra mondiale per scopi bellici, e poi indirizzato verso impieghi pacifici. Un sistema che ora grazie al colosso Bosch - principale attore nel campo automotive per sicurezza, guida autonoma, tecnologie, informazione e comunicazione fra veicoli e infrastrutture - debutta sui mezzi pubblici con un assistente alla guida elettronico per i tram, il Tram Forward Collision Warning.

Un radar sulle rotaie

Automobilisti, ciclisti, motociclisti e pedoni possono costituire un pericolo per se stessi e un intralcio per il tram che sopraggiunge: il mezzo che viaggia sui binari non può scartare per evitare l’ostacolo. Da qui enormi situazioni di pericolo.
Con il Tram Forward Collision Warning, invece, il sistema avvisa dapprima con un segnale il conducente del tram, poi frena - anche in modo indipendente - qualora non ci sia il tempestivo intervento dell'autista.

Il sistema di assistenza è costituito da una telecamera multifunzione, un sensore radar e una centralina elettronica. La telecamera rileva i limiti dei binari, così come i veicoli e le persone davanti al tram, e comunica le informazioni in tempo reale al sensore radar. Le informazioni sugli oggetti acquisite dal sistema video e radar confluiscono poi in un’immagine complessiva dell’ambiente circostante. Sulla base di queste informazioni e considerando la velocità del veicolo, la centralina calcola il rischio di collisione.

Se il conducente non reagisce entro due secondi dagli avvisi che gli giungono dalla strumentazione, una funzione di sicurezza frena automaticamente il tram fino al suo totale arresto, ma la decelerazione avviene gradualmente, in modo da evitare lesioni ai passeggeri del tram stesso.

I costi sociali

L’utilizzo di questo sistema consente di ridurre o perfino evitare gli incidenti, sia per i danni alle persone, sia per quelli ai veicoli e alla rete elettrica e stradale, abbattendo i costi per i gestori delle compagnie di trasporto e quindi anche il loro riverbero sui costi sociali del territorio. Bosch Engineering ha sviluppato questo sistema di allerta collisioni sulla base della comprovata tecnologia di serie del settore automobilistico. Il sistema, inoltre, è in continua evoluzione e nei prossimi anni verrà ulteriormente migliorato con sensori ancora più efficienti, e non si esclude che possa venir impiegato anche sui treni ad alta velocità, in aggiunta al sistema radar nel sottosuolo già presente in molti Paesi. Bosch prevede che l’efficienza del sistema permetterà, inoltre, di esportarlo anche in altri continenti oltre l’Europa, partendo dagli Stati Uniti già dal 2022.

Chi protegge i pedoni?

I rischi dovuti all’arrivo di un tram sono, a loro volta, un pericolo per i pedoni. Così per ridurre i pericoli, a Padova sono stati montati dei "radar" che consentono di monitorare l'arrivo dei veicolo che viaggia su rotaie e regolare in modo intelligente i semafori per consentirne il transito senza incidere sul traffico.

Ma il progresso non si ferma

Finora il grado di risoluzione (livello di dettaglio) delle immagini ottenute dai radar è sempre proporzionale alla frequenza delle onde radio impiegata: a immagini più dettagliate corrisponde una gamma di frequenza più alta, raggiungibile solo con l’impiego di radar più ingombranti e costosi, a scapito delle possibili applicazioni pratiche nel settore dei trasporti, dove ingombri, costi e peso sono determinanti per deciderne l’installazione o meno. Di recente, invece, uno scienziato israeliano, Pavel Ginzburg, ha risolto il problema con una nuova tecnologia che si avvale della coerenza delle onde elettromagnetiche, e ha permesso di costruire un radar in grado di ottenere immagini in alta definizione anche con segnali a bassa frequenza, dunque a costi più contenuti. Questa nuova tecnologia, inoltre, può essere applicata anche a reti radar esistenti, presentando il vantaggio di occupare soltanto una piccola porzione dello spettro elettromagnetico e allontanando dunque i rischi di sovrapposizioni di segnale, condizione essenziale per la sua diffusione, considerando che in un futuro non troppo lontano si prevede che aumenteranno in misura esponenziale le auto che impiegheranno questa tecnologia.